Rimini retrocesso, continuano le polemiche: “si doveva chiudere tutto”

Ancora polemiche dopo la retrocessione del Rimini. La decisione dopo la sospensione definitiva nel campionato di Serie C per Coronavirus

Non si placano le polemiche in casa Rimini, il club è stato retrocesso nel campionato di Serie D dopo la sospensione per il Coronavirus. Al Corriere di Romagna, il responsabile del settore giovanile, Aldo Righini ha detto: “Siamo figli dei diritti televisivi che guidano i campionati più importanti. Si doveva chiudere tutto e pensare alle riforme, saremmo ripartiti con leggi nuove e tifosi negli stadi. Quello di adesso non è calcio, si sta togliendo la passione. Come ci si può allenare a gruppetti o individualmente? Questo non è sport e la scelta di tornare in campo si ripercuote in maniera negativa su tutto quanto”.

“Il problema più grande è che non si disputerebbero più i campionati professionisti, a parte gli under 13 e 14. Trovo clamoroso che stiano discutendo per una riforma dei grandi e poi non ce ne sia una per i giovani. Dovrebbe esistere una sorta di annata cuscinetto per salvaguardare tutte quelle squadre che retrocedono”.