L’8 giugno sarà una giornata fondamentale per la Serie C, il Consiglio Federale prenderà delle decisioni molto importanti sulla ripresa del campionato attraverso playoff e playout. Ma esistono dei problemi sul protocollo, come confermato da due società. Come riporta la ‘Gazzetta dello Sport’ preoccupazione per Piacenza e Albinoleffe, due squadre chiamate al ritorno in campo e con le città pesantemente colpite dall’emergenza Coronavirus.
PIACENZA – “Il protocollo è giusto – spiega Marco Scianò, direttore generale – ma è impossibile chiedere le prestazioni esclusive dei dottori per effettuare costantemente test, tamponi e visite ai giocatori e a chi ruota attorno a loro. I medici dovrebbero sospendere le loro attività pubbliche per garantire il sostegno ai club. Reperire tamponi in Emilia Romagna è difficilissimo e giustamente ci sono in coda tantissime aziende che ne hanno fatto richiesta – continua Scianò -. O il sistema calcio risponde presente, o altrimenti è difficile riprendere l’attività sportiva organizzando il rispetto della salute“.
ALBINOLEFFE – “Noi come club ci stiamo impegnando per farci trovare pronti a disputare i playoff – spiega Simone Giacchetta, direttore sportivo -. Siamo consapevoli delle difficoltà che il territorio bergamasco ha affrontato, ma siamo anche consapevoli che il bergamasco è una persona il cui animo è pervaso di voglia di lavorare e ripartire. Il presidente Andreoletti, che è originario della Val Seriana, si sente di rappresentare il territorio ed è convinto che sarebbe un segnale positivo giocare nel rispetto ovviamente delle regole”.