“Siete liberi, ma la Reggina non si arrende”, racconti da brividi di un’impresa amaranto

Un'impresa storica e indimenticabile quella della Reggina della stagione 2006-2007. Gli amaranto si salvarono nonostante gli 11 punti di penalizzazione

“Quando eravamo in ritiro e abbiamo avuto la notizia della penalizzazione, lui è venuto a dirci che eravamo tutti liberi di andare in altre squadre. Ma che la Reggina non si voleva arrendere, avrebbe lottato per conquistare la salvezza e chi sarebbe rimasto avrebbe dovuto credere fortemente nel raggiungimento dell’obiettivo”. E’ il racconto da brividi di Giacomo Tedesco. Lui è uno dei protagonisti di una squadra che, nel 2006-2007, vinse il suo simbolico scudetto. La Reggina, quell’anno, si salvò nonostante un’iniziale penalizzazione di 15 punti, poi diventati 11. Fu l’effetto di Calciopoli, che sconvolse il mondo pallonaro italiano. Ma non la squadra amaranto, capace di conquistare sul campo ben 51 punti.

Una grande squadra trascinata da due bomber come Rolando Bianchi e Nicola Amoruso, trasportata dalla personalità di Tedesco, ma anche di Lucarelli, Aronica, Mesto, Modesto. Il presidente di quella compagine era Lillo Foti, che proprio oggi compie 70 anni. L’ex patron amaranto è stato in grado di condurre, per la prima volta nella sua storia, il club amaranto in Serie A, facendo sognare i reggini per dieci anni.

Ieri, come detto, ha festeggiato il suo 70esimo compleanno. C’era la famiglia, ma anche tanti amici ed ex protagonisti in amaranto. Non solo i ricordi di Tedesco, ma anche di altri calciatori e allenatori, come Franco Colomba e Salvatore Aronica. Ah, scherzo del destino: ad allenare la squadra che compì quell’impresa era Walter Mazzarri, che proprio oggi non sta vivendo una giornata indimenticabile, calcisticamente parlando.

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