Michele Criscitiello inibito per “calci e pugni allo spogliatoio degli arbitri”, la sua versione dei fatti

Il presidente della Folgore Caratese è stato inibito con pesanti accuse. La versione dei fatti del giornalista

E’ arrivato un durissimo provvedimento nei confronti di Michele Criscitiello, giornalista di Sportitalia e presidente della Folgore Caratese. Il numero uno del club è stato inibito per più di un anno nel campionato di Serie D. L’accusa è quella di aver dato calci e pugni allo spogliatoio dell’arbitro e di aver rivolto espressioni ingiuriose. Le motivazioni del giudice sportivo sono gravi. “Per avere, al termine della gara rivolto ripetute espressioni offensive, ingiuriose e intimidatorie all’indirizzo del direttore di gara stazionando nell’area degli spogliatoi senza mascherina. Inoltre colpiva ripetutamente con calci e pugni la porta dello spogliatoio riservato alla terna, reiterando le proteste anche durante il breafing con l’osservatore che di fatto non poteva avere luogo. Successivamente, mentre la terna cercava di abbandonare l’impianto scortata dalle forze dell’ordine, il medesimo insisteva nelle proteste seguendo la terna mentre la filmava con il proprio smartphone”. 

“Infine mentre l’arbitro tentava di introdursi nell’abitacolo, chiudeva con violenza lo sportello dell’automobile colpendolo a un braccio e provocandogli una sensazione dolorifica seguitando a filmare la scena con il proprio cellulare. Sanzione così determinata, ex art. 35 CGS, in ragione della pervicacia della condotta”.

La risposta di Michele Criscitiello

CRISCITIELLOMichele Criscitiello ha deciso di spiegare la sua versione attraverso un lungo post pubblicato sul profilo Instagram. “Ho sempre preferito i fatti alle chiacchiere e anche questa volta porto le prove che la Lega Dilettanti ha già in possesso da ieri. Quanto scritto nel referto da questo ragazzo m.dilo96 (arbitro di 26 anni) è una ricostruzione smentita dai fatti. Foto 1) davanti al suo spogliatoio ha preteso la presenza fissa di un carabiniere. Ciò conferma che non era neanche possibile avvicinarsi. Altro che calci. 2) video di quando esce fino a quando entra in auto. Per fortuna faccio un mestiere dove le prove sono tutto e io ho documentato. Mentre filmo non mi avvicino neanche. Inoltre c’è il verbale dei carabinieri dove c’è scritto “nulla è accaduto”. Il giudice sportivo non indaga, riporta quanto scritto dall’arbitro. La Procura Federale, invece, indagherà su presunte frasi razziste di questo signore ad un nostro tesserato. Il mio obiettivo è la sua radiazione. Confermo invece di avergli detto “stai facendo il fenomeno” e “sei un incapace”. Tutto ciò quando usciva dal campo, non dopo. Noto, invece, con piacere che a riportare la notizia, a metà, siano i soliti siti (guarda caso il corriere della sera GRUPPO RCS) o ex giornalisti televisivi che con me hanno perso una causa al Tribunale di Roma con la società in liquidazione e attendo ancora i 90.000€. Sono sempre fatti. Non chiacchiere. Il calcio lo vivo con passione e sangue caldo ma le false ricostruzioni non le tollero”. 

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