Il “Papu” Gomez ammette: “Chissà, in futuro potrei giocare per l’Italia”

Alejandro “Papu” Gomez si sta dimostrando fior di giocatore, risultando l’uomo in più di una squadra, il Catania, che nel complesso continua a stupire sempre di più. L’argentino, in un’intervista rilasciata all’edizione argentina del portale “Goal.com”, ha parlato della sua esperienza in terra etnea e del clima creatosi con tutti i suoi connazionali (ben dieci) presenti in squadra: “Quando è stata l’ora di partire dal mio paese per venire in Italia, era un po’ impaurito. Mi preoccupavano tante cose, il cambiamento della lingua, il dover lasciare amici e parenti. Tuttavia mi sono ambientato subito bene, grazie alla presenza di molti argentini“.

Gomez parla quindi delle differenze tra calcio italiano e calcio argentino: “Qui il calcio è roba terribilmente seria. Si studia e ci si allena seriamente durante la settimana, e questo è il segreto per vincere poi la domenica le partite. Se posso giocare a certi livelli è solo grazie al lavoro fatto in Italia. In Argentina c’è un clima diverso, dopo la partita si ascolta musica, o si beve birra, magari mangiando asado. Questo, in Italia, non è però possibile“.

L’argentino lancia quindi un messaggio a Sabella, Ct della nazionale argentina, ma non solo: “Giocare nell’Argentina è il mio sogno, ma Andujar mi ha riferito che il gruppo destinato ad andarsi a giocare i mondiali 2014 in Brasile è già più o meno formato. Io ad ogni modo ce la metterò tutta. Però, sono sincero, se tra un paio d’anni riuscissi ad ottenere il passaporto italiano, potrei anche giocare per l’Italia. Di certo avrei più chances in quest’ultimo caso“.