Tevez non dimentica il passato: “Che sofferenza vedere la Juve così”

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Tevez non dimentica il suo trascorso alla Juventus e vederla così in difficoltà lo fa soffrire

Carlos Tevez non ha dimenticato la Juventus. L’attaccante argentino, infatti, ha lasciato un pezzo di cuore a Torino e nonostante ora sia tornato al Boca Juniors continua a seguire le vicende dei bianconeri. L’Apache è rammaricato per questo avvio flop della squadra di Allegri, come ha confessato ai microfoni di “La Cornisa Tv”:

“Sto seguendo la Juventus e soffro a vederla così. Lì ho lasciato un pezzo di cuore”. Ma l’addio, consumatosi in estate, era inevitabile: “Alla Juventus avevo dato tutto, ma proprio tutto. Il Boca arrancava, mi faceva male vederlo così e allora ho chiesto di andar via. Andavo a dormire pensando al giorno in cui sarei tornato alla Bombonera: la Champions l’avevo già vinta, tanto… “.

“Amo il Boca, vedevo che viveva una fase difficile e ho scelto di tornare per dare una mano – ha aggiunto l’Apache – Eppure, essere il giocatore più amato dalla gente a volte ti aiuta, ma molte altre ti mette al centro dell’attenzione. Se sbagli, ti criticano ferocemente. Un club cinese mi ha offerto 20 milioni all’anno. Ma quando hai le idee chiare, i soldi non contano niente. Cosa ho perso pur di tornare al Boca? Beh, non conta. Conta quel che ho guadagnato, cioé la felicità. Devo dare l’esempio con questa maglia. A tutti, dai compagni ai tifosi. Arrivo presto all’allenamento, do l’anima”.

Tevez, però, non dimentica i suoi vecchi compagni a cui riserva parole ‘dolci’, in particolar modo per Pirlo e Buffon: “Pirlo aveva 37 anni ma giocava come uno di 18. E anche Buffon, un fuoriclasse, sembrava un ragazzino. Hanno vinto tutto, Buffon ha addirittura giocato 5 Mondiali… Ho giocato in società fantastiche come la Juve, il Manchester United, il Manchester City. La cosa fondamentale è una: i loro dirigenti amano la società per cui lavorano, questo fa la differenza”.

Uno degli episodi negativi della carriera di Carlitos, è stata la lite con Mancini ai tempi del Manchester City: “Nessuno sa la verità. Una volta, il Mancio mi ha fatto scaldare per molti minuti. Poi ha tolto un attaccante per mettere un centrocampista, De Jong. E quindi mi fa: ‘Preparati, vai a scaldarti per entrare’. Gli ho detto che ormai ero pronto. E lui mi ha mandato a scaldare. Ho preferito di no, avevo già dato per più di 10 minuti correndo. E da quel momento non mi ha fatto più giocare”.

Quattro anni fa l’Apache rischiò di chiudere con il mondo del calcio: “Nel 2011 non ero in condizioni per poter giocare a calcio – ha confidato – Mangiavo di tutto, avevo addirittura 8kg di troppo. Ecco, ho imparato a dare il meglio di me da quel momento in poi. Ma non posso essere un modello, quelli sono la mamma e il papà di ognuno. Mi ha aiutato molto il golf: controlla gli impulsi, aiuta a trattenerti e concentrarti”.

Tra le avventure vissute da Tevez, c’è stata anche quella col West Ham“Amo anche i londinesi, oltre ai club di cui ho già parlato: non ho mai esultato contro gli Hammers, neanche quando ho segnato con lo United. I tifosi mi amano perché li ho salvati dalla retrocessione, quel rapporto rimane intatto”.

Infine l’attaccante argentino irivolge un elogio nei confronti di Cristiano Ronaldo con cui ha giocato allo United: “Era sempre il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene. Ma sempre, davvero”.

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