ESCLUSIVA – Rolando Bianchi a CalcioWeb: “Juve-Ajax? C’è Ronaldo, fa la differenza”. E sulla corsa Champions lancia l’Atalanta: “E’ quella che gioca meglio”

Esclusiva CalcioWeb: l'ex attaccante Rolando Bianchi ai nostri microfoni dice la sua su vari argomenti, tra i quali la sfida di Champions di stasera tra Juve e Ajax

Rolando Bianchi
FRANCESCO SAYA (LaPresse)

E’ al 10° posto della classifica marcatori della storia del Torino con 77 gol ed è stato protagonista dell’impresa della Reggina, capace di salvarsi nel campionato 2006-2007 nonostante una penalizzazione di 11 punti, grazie soprattutto ai 17 gol di Amoruso e alle sue 18 reti, che lo portarono al terzo posto della classifica dei cannonieri di quella stagione. Stiamo parlando, ovviamente, di Rolando Bianchi che, intervistato dalla nostra redazione, ha detto la sua su vari argomenti a partire dal suo futuro: “Ho fatto il corso da direttore sportivo e il corso da allenatore di Uefa B, a giugno farò quello di Uefa A.. Sono due percorsi che mi intrigano molto. Mi piacerebbe diventare allenatore per insegnare calcio. Guardo molto i tecnici attuali e mi piace la capacità di trasmettere i loro insegnamenti. A livello dirigenziale mi piacerebbe organizzare e seguire tutto. L’ideale sarebbe il modello dei manager inglesi per coniugare le due cose, ma fare questo è impossibile in Italia. Vedremo…

Fa il suo pronostico sulla partita di Champions di stasera tra Juve e Ajax: “Beh io sono del Toro – scherza Rolando Bianchi – ma devo essere obiettivo. La Juve ha qualcosa in più, anche se non sarà una partita semplice perché l’Ajax ha calciatori giovani e di qualità. Poi i bianconeri hanno Ronaldo, che mi fa impazzire. Ogni anno gli assegnerei il Pallone d’Oro, perché penso che questo premio debba prendere in considerazione la completezza del giocatore. E’ tecnico, calcia di destro e di sinistro indifferentemente, è fortissimo di testa, ha carisma ed è un trascinatore. Per questo dico che passerà la Juventus“.

Sulla corsa Champions, che vede coinvolte parecchie compagini, Bianchi ha espresso il suo parere, dicendo di fare attenzione ad una mina vagante: “Le squadre che se la giocano sono quelle. Ci sono Inter e Milan, poi la Roma che è in ripresa. Mi piace molto l’Atalanta, che è una possibile outsider. Ho visto la partita di ieri, mi è piaciuta molto per gioco ed intensità; ha creato tanto ma non è riuscita a vincere, è stato un peccato. Tra tutte è la squadra che gioca meglio“.

Un pensiero anche sulla lotta salvezza, anch’essa molto intrigante: “Mi piace molto il gioco dell’Empoli. Faccio i complimenti a Mihajlovic, perché ha alzato il baricentro del Bologna e ora la squadra, pur facendo fatica, ha un’identità precisa; il Bologna difetta un po’ in qualità ma se la può giocare. La Spal, dopo la vittoria con la Juve, è più tranquilla, ma credo si sarebbe salvata comunque, perché quando hai in rosa degli attaccanti che hanno nelle loro corde dei gol e una discreta difesa ne esci sempre. Poi la Spal ha anche una buona organizzazione. Anche per le zone basse, sarà una bella lotta”.

Sulla Reggina e sulla possibilità della squadra amaranto di centrare i playoff ha detto: “Me lo auguro. Ho Reggio nel cuore e spero possa riprendersi da questi anni difficili. Merita altri palcoscenici e a vedere la Reggina relegata in queste categorie mi piange il cuore. Vincere non è mai facile e non lo è nemmeno giocare i playoff“. Però precisa “se deve giocarli da ultima è meglio non farli e preparare al meglio la prossima stagione, costruendo una squadra che sia un mix di esperienza e giovani che possa competere per traguardi più ambiziosi“.

Sul suo mancato ritorno a Reggio Calabria e sul fatto che con la nuova proprietà la trattativa avrebbe potuto concretizzarsi, Bianchi ha dichiarato: “Ho avuto un colloquio con Massimo Taibi a giugno e come ho detto prima, la Reggina è nel mio cuore. Il mio obiettivo era trovare una squadra con la quale vincere il campionato e una società con voglia di fare, questo era importante per me. Ma non si può vincere senza costruire; servono giocatori di esperienza, perché non è un giocatore che ti cambia la squadra. Fossi tornato a Reggio e avessi fatto male, avrei bruciato quanto di buono fatto negli anni precedenti e allora ho preferito rinunciare e, seppur a malincuore, ho dovuto dire di no a Massimo“.

Infine, una battuta anche sulla Nazionale italiana, con Mancini che sembra voler puntare sui giovani: “Piano, piano stiamo riportando qualità. Secondo me, abbiamo patito gli anni in cui avevamo grandissimi campioni che non hanno permesso la crescita dei giovani. Oggi, abbiamo molti ragazzi interessanti. Io seguendo molto i campionati minori, faccio i nomi di Castrovilli della Cremonese e Tonali del Brescia“.

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E’ al 10° posto della classifica marcatori della storia del Torino con 77 gol ed è stato protagonista dell’impresa della Reggina, capace di salvarsi nel campionato 2006-2007 nonostante una penalizzazione di 11 punti, grazie soprattutto ai 17 gol di Amoruso e alle sue 18 reti, che lo portarono al terzo posto della classifica dei cannonieri di
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