Juve, adesso occhi puntati sulla rosa: cosa cambia dopo l’addio di Allegri

La Juventus e Massimiliano Allegri si sono detti addio, il tecnico livornese non proseguirà la sua esperienza in bianconero: cosa cambia adesso, occhi puntati sulla rosa

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Foto La Presse

Si volta pagina. La Juve ha preso la sua decisione: separazione con Massimiliano Allegri. Sin dall’eliminazione dalla Champions League era iniziato il lungo periodo di conferme, smentite e controsmentite da parte dei protagonisti, anche perché più volte le parti avevano pubblicamente dichiarato di voler continuare insieme. Proprio in virtù di ciò, probabilmente, qualche calciatore (scontento) aveva preso in considerazione l’idea di andar via, non pensando di rientrare più nei piani del tecnico livornese. Inutile girarci attorno, il nome principale è quello di Paulo Dybala: oltre che poco impiegato nella seconda parte della stagione, l’argentino è stato utilizzato dall’allenatore in maniera diversa; in un ruolo, abbastanza lontano dalla porta, che ne snaturava le caratteristiche e non lo faceva sentire a suo agio.

E adesso? Adesso potrebbe cambiare qualcosa. Potrebbe. Perché non è detto che sia così. Rimane sempre da capire chi sarà il nuovo allenatore e che tipo di atteggiamento metterà in campo. Volendo pensare ad un profilo diverso da Allegri, più orientato a proporre, e con molta intensità, la figura di Dybala andrebbe rivista. Per caratteristiche, infatti, la “Joya” è il classico tipo di calciatore che più di ogni altro trarrebbe vantaggio da un calcio offensivo e frizzante, con la possibilità di avere molti compagni con cui dialogare in fase d’attacco. Come lui, al di là dei problemi di quest’anno, un nome simile potrebbe essere Douglas Costa per esempio. O gente come Cancelo e Spinazzola, più abituati a spingere che a difendere. E già tre di questi quattro sono (o erano) dati per possibili partenti.

Chi verrebbe invece penalizzato? Sempre tenendo conto di questi parametri, gente più fisica e meno tecnica (cioè coloro a cui faceva più affidamento Allegri) potrebbe trovare meno spazio. Si pensi al “fedelissimo” Mario Mandzukic, a Cuadrado, a De Sciglio, a Matuidi.

Se si volesse prendere ad esempio un possibile profilo, possiamo sbilanciarci con Simone Inzaghi, dato per possibile nuova scelta ai nostri microfoni da parte dell’ex bianconero Alessio Tacchinardi. Sia chiaro, e lo stesso centrocampista lo ha sottolineato, qui non siamo di fronte ad una scelta totalmente opposta ad Allegri. Il tecnico biancoceleste, specie quest’anno, ha giocato molto di rimessa. Ma fino all’anno scorso ha fatto capire che, così come il suo ruolo in campo insegnava, sa come si attacca. Modulo utilizzato a Roma? 3-5-2. Centravanti atipico (Immobile), che spazia su tutto il fronte offensivo e alla continua ricerca della profondità, lavoro che Ronaldo sa far bene. Dietro c’era l’anno scorso Luis Alberto (Bernardeschi?) e quest’anno Correa (Dybala?). Due esterni di corsa, un mediano bravo nelle due fasi e due mezzali di inserimento. Non molto simile, negli uomini e nello schieramento, ad alcune uscite della Juve di Allegri.

Ma, come detto, c’è bisogno di novità, di cambiamento. Presto per fare supposizioni, importante farsi un’idea su ciò che sarà la nuova Juve.

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Si volta pagina. La Juve ha preso la sua decisione: separazione con Massimiliano Allegri. Sin dall’eliminazione dalla Champions League era iniziato il lungo periodo di conferme, smentite e controsmentite da parte dei protagonisti, anche perché più volte le parti avevano pubblicamente dichiarato di voler continuare insieme. Proprio in virtù di ciò, probabilmente, qualche calciatore (scontento)
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