Sepp Maier, il portiere diventato pagliaccio di un circo. Dal tragico incidente alla caccia all’anatra

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è l'ex portiere tedesco Sepp Maier

Josef Dieter Maier, noto come Sepp Maier, è nato a Metten nel 1944. Ha giocato per la sua intera carriera professionistica con la maglia del Bayern Monaco, disputando 473 partite in Bundesliga, di cui 422 consecutive, record tuttora imbattuto. Ha collezionato, inoltre, 95 gettoni in Nazionale. Nel 1973 ha sviluppato, insieme alla Reusch, il primo paio dei moderni guanti da portiere. La sua caratteristica migliore era l’agilità, non a caso è conosciuto come Die Katze von Anzing, il gatto di Anzing. In carriera ha vinto praticamente tutto sia con il club che con la Nazionale: un campionato del Mondo (1974), un Europeo (1972), tre Coppe dei Campioni, quattro Coppe di Germania, una Coppa Intercontinentale, una Coppa delle Coppe, quattro campionati di Germania ed è stato nominato tre volte giocatore dell’anno dalla Uefa.

Di lui si sussurra, senza prove certe, che sia stato per un breve periodo, dopo aver smesso di giocare, un vero clown nel circo Krone di Monaco di Baviera. Nel 1976, a titolo ormai vinto, il Bayern Monaco giocava contro il Bochum. Ad un certo punto Maier notò a bordo campo un’anatra e decise di abbandonare la porta per inseguire il volatile, lanciandosi in un tuffo nel tentativo di afferrarla. Non riuscì nell’impresa ma nell’immaginario di tutti rimane quel portiere pazzo e spettacolare. Capace di interventi strepitosi ma anche di assolute follie extra-calcistiche.

Sepp avrebbe voluto finire di giocare a pallone dopo i quarant’anni, ma un giorno d’estate del 1979, sotto la pioggia, mentre stava tornando ad Anzing con l’auto, per evitare una macchina in senso contrario, sterzò e andò in coma: lesioni al fegato, al polmone, emorragie interne. Il suo compagno di squadra Hoeness lo fece trasferire in un ospedale più attrezzato rispetto a quello di un paesino poco adatto ai grandi interventi e gli salvò la vita perché senza le cure specializzate sarebbe morto entro un paio di ore, come la ragazza dell’altra auto.