Alberto Aquilani, dall’esordio con “regalo” dell’arbitro Pieri a presidente di una squadra sino all’amatriciana

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica “L’uomo del giorno“. Protagonista di oggi è Alberto Aquilani, ex centrocampista della Roma

Nato a Roma il 7 luglio del 1984, Alberto Aquilani compie oggi 36 anni. Simbolo della Roma, cresciuto nelle giovanili, Aquilani debutta in Serie A a diciotto anni. Passa in prestito alla Triestina nel 2003-2004 e disputa un ottimo campionato di Serie B con gli Alabardati. Tornato alla Roma vi rimane fino al 2009 disputando oltre 100 gare con i giallorossi. Poi Liverpool, Juventus, Fiorentina, Sporting Lisbona, Pescara, Sassuolo e Las Palmas, la sua ultima squadra.

Centrocampista di grande qualità, abile negli inserimenti e con una gran tiro dalla distanza, Aquilani, detto il “Principino” per la sua somiglianza con Giuseppe Giannini, ha annunciato il ritiro dal calcio giocato con queste parole: “Dopo un periodo di riflessione, credo sia arrivato il momento di appendere gli scarpini al chiodo che noi tutti odiamo. Ho preso del tempo per capire quale fosse la scelta migliore, ma nonostante le tante proposte arrivate, credo sia arrivato il momento di dire basta. Guardando indietro vedo un ragazzino con i capelli a caschetto con la maglia giallo verde della Spes Montesacro che riceve la chiamata della Roma, per poi vederlo calcare i campi più importanti d’Europa, giocando con alcuni dei calciatori più forti al mondo, fino a vestire la maglia della Nazionale partecipando alle 3 competizioni più importanti al mondo. Quel ragazzino ha realizzato il suo sogno”.

Aquilani ha rilevato nel gennaio del 2019 la Spes Montesacro, scuola calcio in cui è cresciuto. E’ sposato dal 2012 con la nota attrice Michela Quattrociocche e ha due bambine: Aurora e Diamante. La coppia ha annunciato, però, la separazione.

Aquilani ha ricordato spesso l’esordio in Serie A, con l’arbitro Pieri che gli fece un “regalo”: “Il mio esordio in Serie A, Roma-Torino. Siamo avanti 3 a 1, con una doppietta di Cassano e un fantastico gol di Daniele, anche lui giovanissimo. Manca poco alla fine, mister Capello cerca il mio sguardo e mi dice ‘Cambiati, tocca a te’. Non ho tempo di provare tutte quelle emozioni che mi ero immaginato da bambino, perché in pochi secondi mi ritrovo a dare il cambio a Emerson e a calpestare per la prima volta il prato dell’Olimpico. Entro e scattano i tre minuti di recupero nei quali però non riesco a toccare un pallone giocabile. Mi si avvicina l’arbitro Pieri e mi dice ‘Tranquillo, finché non tocchi il pallone, io non fischio la fine’. La partita dura un minuto e mezzo in più del previsto, tocco il mio primo pallone in serie A e sento i tre fischi finali. Difficile dimenticare un gesto simile. Impossibile dimenticare quella giornata”.

Aquilani ha ricordato gli anni a Liverpool, in un’intervista a ‘Gianlucadimarzio.com’: “Avevo 23 anni, ero giovanissimo, mia madre veniva su e cucinava l’amatriciana. C’era anche Macheda, giocava nello United e ci trovammo lì. Erano le nostre rimpatriate romane, parlavamo in dialetto, eravamo felici. Ho giocato con gente come Gerrard, Mascherano, Kuyt, Fernando Torres. Ci tengo a sottolineare che la Roma non mi cacciò, quell’anno servì un sacrificio. Andò così”.