Marco Materazzi, da Cirillo a Zidane. Gli aneddoti sul Triplete, l’sms ad Eto’o e quella maglia a Madrid…

Si rinnova il classico appuntamento con la nostra rubrica "L'uomo del giorno". Protagonista di oggi è Marco Materazzi, eroe del Mondiale 2006

Classe 1973, Marco Materazzi compie oggi 47 anni. Nella sua lunghissima carriera ha vinto tutto. Figlio d’arte, il padre giocava in serie B negli anni ’70 e ha anche allenato diverse squadre. Il fratello più grande, invece, è agente FIFA mentre la sorella Monia ha sposato il figlio dell’allenatore Tommaso Maestrelli. Materazzi ha iniziato la sua carriera con la maglia del Messina in seguito ha militato nelle fila di Tor di Quinto, Marsala e Trapani. Con il Perugia sale in serie A anche se nell’anno successivo la squadra viene retrocessa in B. Nel 2001 viene acquistato dall’Inter dove resta per i 10 anni successivi vincendo 4 Coppe Italia e 5 campionati consecutivi, oltre alla storica Champions League. Materazzi ha giocato in due Mondiali e 2 Europei vincendo da protagonista (anche inaspettato, per via dell’infortunio di Nesta) la rassegna del 2006. Cattiveria agonistica e interventi sempre al limite che ne hanno fatto uno dei calciatori più amati dai tifosi nerazzurri e più odiati da tutti gli altri negli ultimi anni. Una delle sue caratteristiche era il fiuto del gol. Tantissime reti messe a segno. Con il Perugia stabilisce il record di gol per un difensore in Serie A (12 compresi i rigori). Saranno 58 le marcature in carriera (anche 10 reti con l’Inter nella stagione 2006-2007). All’Inter vive le sue stagioni migliori. Qui verrà ribattezzato Matrix dai tifosi nerazzurri, per il suo modo di vivere le gare, quasi da supereroe. Chiude la sua carriera in India nel Chennaiyin.

Famoso ed emblematico del modo di vivere le gare da parte di Materazzi è l’episodio avvenuto con Bruno Cirillo in occasione di una partita contro il Siena. Materazzi è squalificato ed è a bordo campo ad incitare i compagni. “Puntalo che è scarso”, questa sarebbe l’espressione rivolta ad un suo compagno che stava affrontando Cirillo, il quale ovviamente non la prende bene. Nel post partita i 2 vengono alle mani e Cirillo ha la peggio. Il giocatore senese si presenta immediatamente davanti alle telecamere col labbro tumefatto dicendo “vorrei far vedere a tutti che uomo di me**a è Materazzi”. Matrix pagherà con 2 mesi di squalifica.

Il Mondiale del 2006, al pari del triplete in maglia nerazzurra, rappresenta il punto più alto della sua carriera. Parte inizialmente come riserva ma, complice l’infortunio ad Alessandro Nesta, si ritrova a giocare nella terza partita del girone contro la Repubblica Ceca, realizzando subito una rete. Viene espulso durante gli ottavi di finale ed è costretto quindi a saltare i quarti. In finale contro la Francia non si fa mancare nulla. Rigore procurato, goal del pareggio realizzato ed espulsione di Zidane provocata. Proprio su quest’ultimo episodio si è scatenato un celebre dibattito.

Zidane disse: “Preferisco morire, che chiedere perdono a un malvagio. Mi rimprovero quel gesto, però se gli chiedessi scusa ammetterei che lui ha fatto una cosa normale. In campo succedono tante cose, quella volta non l’ho sopportato. Non è una scusa. Fosse stato Kaká, un ragazzo buono, gli avrei chiesto scusa. Ma a quello là…” Asfissiato per tutta la partita dalla marcatura di Materazzi, Zidane avrebbe detto “Se vuoi la maglia te la do a fine partita”. La riposta di Materazzi fu: Preferisco la put***a di tua sorella. E via una testata in pieno petto. Una carriera meravigliosa quella di Zidane, rovinata da quel gesto.

Materazzi svolse un ruolo fondamentale nell’arrivo di Eto’o all’Inter: “Sono in ritiro negli USA, mi torna in mente il Trofeo Bahia de Cartagena, agosto ’99, Perugia-Real Madrid 1-1. Segnai l’1-0, poi entrò quel ragazzino di 18 anni: un’iradiddio, compreso l’assist per il pareggio di Morientes. ‘Che mi frega, io ci provo’, mi sono detto. E gli ho scritto: ‘Dai, vieni all’Inter che vinciamo tutto'”.

Aneddoti anche sul Triplete: “Alla parata di Julio Cesar su Messi feci un salto per la paura e spaccai la panchina atterrando. E alla fine mi buttai vestito nella vasca idromassaggio gelata. La maglia della sera di Madrid è nata a Riccione, dopo Siena. Opera di Aldo Drudi, che fa i caschi di Vale Rossi. L’idea mi venne quando chiesero indietro lo scudetto 2006, serviva solo l’occasione migliore possibile. Mourinho, all’intervallo, ci disse ‘Ragazzi, occhio: se giochiamo così bene facciamo quello che spera il Bayern, infilarci in contropiede. Un po’ peggio, dai…'”.

Materazzi ha sul corpo innumerevoli tatuaggi, tra i quali il nome della madre, della moglie e dei tre figli. Ne ha addirittura uno dedicato allo stadio di Milano che lo ha visto esultare tante volte. Tanti auguri ad uno degli eroi del Mondiale tedesco.