Lo scandalo Suarez mette nei guai la Juventus: indagati i dirigenti bianconeri, sospesa la rettrice

In casa Juventus continua a tenere banco il caso Suarez, indagati anche i dirigenti bianconeri per quanto riguarda l'esame farsa

La Juventus è concentrata sulla prossima giornata del campionato di Serie A con l’obiettivo di tornare al successo, ma nel frattempo a tenere banco è di nuovo il caso Suarez. La storia risale a qualche mese fa, tutto è nato dopo la rottura definitiva dell’uruguaino con il Barcellona. I successivi contatti con la Juventus ma un problema quasi insormontabile: il passaporto italiano per poter chiudere l’affare. L’esame è andato in scena a Perugia, ma è stato considerato una ‘farsa’ per le modalità di svolgimento.

Caso Suarez, sospesa la rettrice

Suarez
Photo by David Ramos/Getty Images

Arriva un pesante provvedimento nei confronti della rettrice dell’Università per Stranieri di Perugia Giuliana Grego Bolli: è stata sospesa per 8 mesi dall’esercizio del pubblico ufficio. Il Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza ha notificato l’ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva. Lo stesso provvedimento è stato deciso anche per il direttore generale Simone Olivieri, per la professoressa Stefania Spina e per il componente della commissione “Celi Immigrati”, prof. Lorenzo Rocca. Le accuse sono quelle di violazione del segreto d’ufficio finalizzata all’indebito profitto patrimoniale e falsità ideologiche in atti pubblici.

Anche la Juventus rischia

Tirata in ballo anche la Juventus. “Gli accertamenti investigativi hanno consentito, altresì, di comprendere come, nei primi giorni del mese di settembre del 2020, la dirigenza del club torinese si fosse attivata, anche ai massimi livelli istituzionali, per accelerare il riconoscimento della cittadinanza italiana nei confronti di Suarez, facendo, quindi, ipotizzare nuove ipotesi di reato a carico di soggetti diversi dagli appartenenti all’università, tuttora in corso di approfondimento. Condividendo le ipotesi accusatorie, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto le misure cautelari avendo rilevato il concreto ed attuale rischio che gli indagati, se non sottoposti ad idonea cautela, ripropongano condotte delittuose analoghe a quelle per le quali si procede, avendo mostrato di considerare l’istituzione di cui fanno parte e che rappresentano alla stregua di una res privata gestibile a proprio piacimento”.