Shevchenko ed il trauma di Istanbul: “mi svegliavo di notte urlando”

Andriy Shevchenko svela tutti i retroscena sulle finali di Champions League contro Juventus e Liverpool

Andriy Shevchenko è stato uno dei migliori attaccanti della storia del calcio, in particolar modo si è tolto tante soddisfazioni con la maglia del Milan. Adesso è diventato un allenatore, è il Ct dell’Ucraina e l’intenzione è quella di confermarsi protagonista anche in panchina. Una delle più grandi delusioni della sua carriera è stata sicuramente la sconfitta in finale di Champions League, da 3-0 a 3-3 contro il Liverpool e il ko ai calci di rigore. L’ucraino ha svelato alcuni aneddoti, è uscito il libro “Forza gentile” scritto con Alessandro Alciato, l’ex calciatore si è raccontato a “7”, il magazine del Corriere della Sera.

Sulla finale di Istanbul. “nei primi tre mesi dopo quella sconfitta così acida mi svegliavo gridando nella notte e cominciavo a pensarci. Mi capita di pensarci ancora oggi che sono passati sedici anni. Tanti miei compagni non hanno più voluto rivedere quella partita. Io la so a memoria. Il Liverpool? Avevano una sola chance su 100, ci si sono aggrappati con tutte le forze che avevano. Bravi loro”.

Indimenticabile la gioia della vittoria in finale di Champions League contro la Juventus, decisivo proprio il rigore di Schevchenko: “dal cerchio di centrocampo al dischetto mi è venuto in mente di tutto. L’infanzia, Chernobyl, gli amici morti, tutto. Ma sopra ogni cosa mi dicevo di non avere dubbi. Una volta che hai deciso dove tirare, non importa cosa fa Buffon, non importa niente, basta non cambiare idea. Ricordo che mi sono passato la lingua sul labbro, e mi sono reso conto che avevo la bocca completamente secca. Ho fissato l’arbitro, perché il rumore dei tifosi copriva tutto e non avevo sentito il fischio. Lui mi ha fatto un cenno. E allora sono partito”. 

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