Da corto muso a muso lungo: cosa c’è dietro la crisi della Juventus

Dentro la crisi della Juventus: la squadra di Allegri si allontana (forse definitivamente) dallo scudetto

CalcioWeb

Brutto risveglio in casa Juventus. E’ sicuramente il periodo più brutto della stagione per i bianconeri e la sconfitta casalinga contro l’Udinese rischia di portare pesanti conseguenze sotto l’aspetto psicologico e della classifica. La sfida della 24ª giornata del campionato di Serie A si è conclusa sul risultato di 0-1 con un gol di Lautaro. Martinez? No, Giannetti.

Le ultime tre partite della squadra di Massimiliano Allegri non sono state all’altezza: il pareggio contro l’Empoli (condizionato anche dall’espulsione di Milik), la sconfitta contro l’Inter e il ko clamoroso contro l’Udinese. Il distacco dalla capolista è adesso di 7 punti (e con una partita da recuperare per i nerazzurri, potenzialmente il distacco è di 10 punti). In pochi giorni la Juventus ha rovinato tutto e la stagione rischia di concludersi senza grossi sussulti. Almeno il quarto posto, infatti, non sembra in discussione. I punti di vantaggio sul quinto posto occupato dal Bologna sono 14 e anche il terzo posto sembra blindato.

La squadra di Massimiliano Allegri dovrà difendere il secondo posto dall’assalto del Milan: il vantaggio sui rossoneri è di appena un punto e la squadra di Pioli è in grande spolvero, al contrario dei bianconeri.

Juventus
Foto di Roberto Bregani / Ansa

Dentro la crisi della Juventus: da corto muso a muso lungo

Il corto muso è stato per gran parte della stagione il punto di forza della Juventus. Si tratta della capacità dei bianconeri (e in particolar modo dell’allenatore Allegri) di vincere le partite con un gol di scarto. La strategia è chiara: sbloccare il risultato e poi difenderlo con le unghie e con i denti.

Nel corso della stagione ha Juventus ha vinto addirittura 10 volte con un gol di scarto, su 16 partite disputate. La strategia, alla lunga, non è destinata a portare i frutti sperati ed i primi scricchiolii sono arrivati dalle ultime partite. La squadra non è sicuramente la più forte al mondo, ma in Serie A è forse seconda solo all’Inter. La Juventus gioca una sola volta a settimana, non ha impegni ravvicinati e le prestazioni contro Empoli e Udinese non sono ammissibili. Il calcio è anche spettacolo e la Juventus non entusiasma il pubblico ormai da anni (l’ultimo è stato Maurizio Sarri).

La filosofia di Allegri

“L’importante è portare a casa il risultato”, è sempre stata la filosofia di Massimiliano Allegri. Più che discutibile. I bianconeri continuano ad attuare un calcio brutto, vecchio e non sfruttano le caratteristiche dei calciatori. Nelle ultime partite la squadra è diventata Vlahovic-dipendente e l’assenza del serbo contro l’Udinese non può giustificare la prestazione sottotono della squadra.

La classifica della Juventus è in parte bugiarda: tante vittorie sono arrivate con un po’ di fortuna e nei minuti finali (Salernitana, Frosinone, Verona e Monza sono i casi più eclatanti e contro squadre in lotta per la salvezza). Squadre nettamente inferiori giocano un calcio spettacolare: il Bologna (che spettacolo Thiago Motta!), l’Atalanta di Gasperini, la stessa Fiorentina ma anche squadre lontanissime dai bianconeri come il Monza di Palladino o in parte il Frosinone di Di Francesco. Senza considerare il Brighton di De Zerbi (che spettacolo contro il Tottenham nonostante la sconfitta!).

Nel mirino sono finite anche le scelte di formazione del tecnico Allegri. Tutte le critiche sono nei confronti di Alex Sandro, autore di continui errori. Ma chi l’ha messo in campo?

Allegri si è dimostrato in confusione anche nelle sostituzioni: Yildiz è partito ancora dalla panchina (Milik continua a deludere), gli ingressi di Iling, Nicolussi e Cerri al posto di Chiesa, Locatelli e Cambiaso hanno creato solo confusione. Rugani (una certezza quando chiamato in causa) non gioca, Kostic è partito dalla panchina (Cambiaso ha comunque giocato bene), il colpo di mercato Alcaraz vede il campo con il binocolo. Non è ancora pronto? Meglio non commentare.

La tentazione per la prossima partita contro il Verona è quella di tornare al 4-3-3 con l’obiettivo di conquistare i tre punti e allontanare la crisi definitiva. Sarà corto muso o muso lungo?

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