Roma, Malagò sul fronte stadio: “il progetto va avanti”

Il presidente del Coni Giovanni Malagò si è sbilanciato sul futuro impianto della Roma

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E’ in arrivo la partita dell’anno: la 31ª giornata del campionato di Serie A regala il sentitissimo derby tra Roma e Lazio. Un altro argomento caldo in casa giallorossa è quello dello stadio del futuro: “io quello che so, ma vi giuro, è che le cose vanno avanti. È chiaro, non è un progetto che si sblocca, diciamo, a tutti gli effetti nel giro di giorni e settimane, però non mi risulta che ci siano stati, diciamo, passi indietro, nel modo più assoluto.

La tempistica e le cose del nostro paese, le conosciamo. Però non mi risultano, diciamo, elementi controindicativi”. Sono le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò in occasione della giornata nazionale dell’impiantistica sportiva in corso al Salone d’Onore del Coni.

Gli stadi all’Europeo

Il numero uno dello sport italiano ha parlato anche della possibilità di un commissario per gli stadi per gli Europei. “Lì c’è un problema nel problema. Il Comitato Olimpico, ovviamente, segue molto da vicino il discorso di come si sviluppa la candidatura degli europei di calcio. Ma, al tempo stesso, il problema dell’impiantistica è legato ai palazzi dello sport, è legato alle piscine, è legato alle palestre polifunzionali, all’impiantistica di base e quant’altro.

Lì, se Abodi ritiene che lo strumento giuridico per andare a dama sia quello del commissario, che è una parola che vuol dire tutto e non vuol dire niente, bisogna avere forza, carattere, perché bisogna, ad un certo momento, agire nel rispetto delle regole, a tutti i livelli, con determinazione. E poi bisogna vedere la norma che accompagna la carica quale è. Quello che è sicuro, è che io ritengo che sia un’opportunità, un po’ come il Pnrr”.

“Quando Abodi dice, bisogna arrivare almeno a cinque, e stiamo, diciamo, a due e mezzo. Secondo me, l’occasione, proprio se c’è un commissario, al di là che puoi scegliere cinque stadi, magari ne facciamo otto, dieci, dodici, perché così potremmo avere una generazione di impianti nelle città più importanti e perché, se perdiamo questo treno, un po’ come il Pnrr, è un’occasione mancata. Poi, chi di competenza sceglierà quali di questi cinque saranno quelli dedicati all’Europeo. Ma io ti dico che se facciamo anche più stadi, sei in condizione, ad esempio, di fare un mondiale di rugby sia maschile che femminile. Insomma, non c’è solo il calcio in quegli impianti lì, come d’ altronde abbiamo visto in moti paesi anglosassoni”, conclude Malagò.

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