Chi questa sera si aspettava la Juventus vista nel ritorno contro l’Atletico, si sbagliava di grosso. Ma l’obiettivo era anche non ripetere quella vista all’andata a Madrid. Risultato? Una via di mezzo che fa ben sperare. Sì, perché questo Ajax non è di certo arrivato sin qui per caso.
Si sapeva, e lo aveva detto anche Ten Hag alla vigilia: gli olandesi giocano, sempre. Andata o ritorno, in casa o fuori, per loro fa poca differenza. E il Real non dimentica. Proprio per questo, qualsiasi risultato la Juve avesse ottenuto ad Amsterdam, al ritorno ci sarà da soffrire il doppio di stasera. E dunque resta ancora tutto apertissimo. Ma il pari e la prestazione fanno ben sperare per la sfida di Torino, senza dimenticare il possibile (si spera) impiego di Emre Can e Chiellini.
E’ vero, si è sbagliato spesso a centrocampo (lo ha detto anche Allegri) con appoggi anche semplici, ma lo ripetiamo: e anche l’Ajax che ti fa giocare così. Da premiare invece la capacità di saper soffrire da parte della squadra di Allegri, che ha resistito bene ai due momenti del match in cui gli olandesi hanno accelerato e facevano paura: ad inizio primo tempo e dopo il gol del pari, arrivato più per un errore individuale che di squadra. Giusta, e non poteva essere altrimenti vista l’intensità dei lancieri, la scelta di stare ordinati dietro e ripartire in contropiede con i numerosi spazi lasciati aperti.
Ripetiamo, rimane tutto aperto e la qualificazione è un’incognita. Ma se l’attenzione rimane alta, la difesa evita anche la minima distrazione e si sbaglia un po’ meno in fase d’appoggio, con due calciatori chiave recuperati e un attaccante come Ronaldo, non si può che essere ottimisti.