I campioncini dell’ultimo Mondiale Under20 hanno stupito tutti mettendo in mostra l’immensa qualità della new generation di talenti made in Francia. Sulla sinistra corre veloce Digne, in difesa Zouma e Umtiti fanno muro, al centro Pogba e Kondogbia danno spettacolo, e sulla trequarti a farla da padrone è solo lui: Florian Thauvin.
Nato il 26 Gennaio 1993 ad Orléans (città famosa per aver visto le truppe inglesi cadere a Giovanna d’Arco durante la Guerra dei Cent’Anni) a 7 anni viene iscritto alla Municipal d’Ingrè, piccola scuola calcio della zona, compiuti i 12 anni cambia aria e va al Saint Jean de la Ruelle rimanendoci due anni, prima di arrivare a vestire la maglia dell’Orlèans che gli da la possibilità di essere notato dal Grenoble. Ha solo 15 anni, ma ha già cambiato quattro maglie, sarà il segno distintivo della sua breve carriera.
Col Grenoble esordisce in Ligue 2, gioca poco e il crac finanziario che colpisce il club costringe lo stesso a cedere i pezzi pregiati e così il suo procuratore apre al Bastia, isolani della Corsica che militano anch’essi nella cadetteria francese. Qui Florian si guadagna presto il soprannome di Principino di Corsica: fa vedere tutto il suo talento trascinando i Turchini in Ligue 1, dopo 7 anni di assenza dalla massima serie. Il campionato vinto è un trampolino di lancio per un talento prodigioso come quello di Thauvin, lo acquista subito il Lille che però lo vuole tenere in prestito un altro anno al Bastia. Qui conclude il suo secondo anno festeggiando la salvezza degli isolani in Ligue 1 e con lo score personale di 45 presenze e 10 reti in due stagioni, che considerati i 19 anni sono un gran bel bottino.
Nel frattempo fa tutta la trafila delle selezioni francesi, culminate con la splendida vittoria del Mondiale turco che ne accerta una volta per tutte le qualità davanti al mondo intero. Tre gol per lui nella manifestazione e un contratto pronto per passare con uno dei club di vertice del Campionato Francese, l’Olimpique Marsiglia, che versa 15 milioni nelle casse del Lille. Con l’Oheme ha finora disputato 9 incontri in Ligue 1 segnando 3 reti ed ha anche calcato il palcoscenico della Champions League in tutte le partite del girone, segnando al San Paolo contro il Napoli il suo primo gol europeo.
Rudi Garcia, avrebbe voluto portarlo con se a Roma per renderlo parte integrante del nuovo progetto, considerandolo un elemento di prospettiva perfetto per il suo 4-3-3, ma i marsigliesi di Vincente Labrune hanno sbaragliato tutta la concorrenza per un funambolico numero 10, tutto corsa e tecnica.
La trequarti è il suo habitat naturale, ma riesce a ricoprire perfettamente anche le due corsie esterne. Subito paragonato ad Eden Hazard ha nel dribbling la sua arma migliore, micidiale nell’uno contro uno è in grado con una delle sue giocate di cambiare da solo il volto ad una partita, ne sanno qualcosa le giovani selezioni che hanno sfidato la Francia. Chi lo ha visto da vicino sostiene che il margine di crescita di questo ragazzo è molto elevato, le giocate in effetti sono fantastiche e l’eleganza degna di un principe. Un principe che in 13 anni di attività tra giovanili e professionisti ha girato otto regni e allietato altrettanti popoli, fino ad arrivare a sedersi, dopo tanto girare, sul sempreverde trono della Meglio Gioventù.
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