LA MEGLIO GIOVENTU’ – Manolo Gabbiadini

A casa Gabbiadini, mamma e papà saranno certo orgogliosi di vedere due figli indossare la maglia azzurra. Due fratelli che crescono insieme a suon di pane e pallone non è certo una storia nuova, se non fosse perché i Gabbiadini sono un fratello e una sorella. Già Melania e Manolo sono entrambi calciatori ed entrambi attaccanti. La più grande, Melania, attaccante della Bardolino Verona, al momento potrebbe vantarsi e prendere scherzosamente in giro il fratello di aver vinto e segnato più di lui: 4 scudetti, 2 coppe italia, 3 supercoppe, e a livello individuale il premio come miglior calciatrice dell’anno al Gran Galà del Calcio e più di 190 gol in carriera.

La nostra attenzione però oggi si concentra sul piccolo di casa, che al momento non potrà vantare il palmares della sorella, ma che sicuramente, viste le qualità, farà senz’altro parlare di se. Nato a Calcinate nel bergamasco il 26 Novembre del 91, Manolo, esce da un settore giovanile tra i più rinomati in Italia, quello atalantino, storicamente una vera e propria fabbrica di talenti.

L’attaccante dopo avere fatto tutta la trafila con le giovanili della Dea, aver fatto parlare di lui torneo dopo torneo, dopo aver provato la convocazione con la nazionale maggiore, adesso ha riaperto più che mai il suo percorso con l‘Under 21 azzurra, diventando simbolo e trascinatore degli azzurrini all’Europeo Under 21 in corso in Israele, per rendere conclusa l’esplosione del proprio talento.

Uscito dalla Primavera, ha assaggiato l’esordio in Serie A con l’Atalanta, prima che la società decidesse di coltivarne le doti, girandolo in compartecipazione al Cittadella, per farlo giocare di più e farlo maturare. Col Citta non segna moltissimo, anche perché forse per la giovane età spesso non parte titolare, e chiude la sua stagione di B con 5 reti e 4 assist. In questo periodo l’Atalanta lo monitora costantemente e non ha dubbi, vuole puntare su di lui, senza fretta, senza precorrere i tempi, vuole lanciare definitivamente nel grande calcio l’ennesimo prodotto della fabbrica di talenti Orobica, così lo riscatta definitivamente e lo inerisce in prima squadra, centellinandone l’utilizzo a riserva di Denis e Tiribocchi.

Nell’estate scorsa Atalanta e Juve hanno stretto una comproprietà per l’attaccante, girandolo poi in prestito al Bologna, con la promessa di farlo giocare di più, e Iozi, questo il suo soprannome, ha contribuito con 6 gol e tante belle giocate alla salvezza dei Felsinei.

Adesso Gabbia, come lo chiamano i compagni, è diventato un vero e proprio enigma di mercato, la Juve è seriamente in difficoltà su la decisione da prendere sul futuro del talento, e questa indecisione creatasi è tutto merito suo, perché i nomi del mercato bianconero sono di certo più pesanti, ma il Gabbia lascia a mister Conte più di qualche punto interrogativo e ne stuzzica la curiosità. Forse perché Manolo, che si ispira ad Ibrahimovic uno di quei nomi grossi che girano attorno all’universo Juve, è un attaccante che possiede le ormai note caratteristiche tanto bramate dal tecnico pugliese: attaccante di movimento, dotato di un gran passo e di una grande struttura fisica, capace di svariare su tutto il fronte d’attacco ha nel mancino chirurgico la sua arma in più. Si dice anche che Klopp, tecnico del Borussia Dortmund, abbia messo gli occhi su di lui e sia rimasto impressionato dai suoi colpi e ne voglia fare l’erede di Lewandowski, qualora il bomber polacco dovesse partire.

Chi lo conosce, descrive Gabbia come un ragazzo umile, con i piedi per terra, una di quelle figure sempre più rare nel calcio moderno, che ci auguriamo il nostro calcio valorizzi al meglio. I tanto agognati “top player”, prima di diventare tali e costare cifre astronomiche, sono stati delle promesse, e chi li ha valorizzati se li è ritrovati in casa, quindi perché non puntarci davvero su questa bella Meglio Gioventù?