Il debutto del Gruppo F ai Mondiali regala subito una notte da leggenda nello spettacolare scenario di Dallas, in Texas. Davanti a una cornice oceanica di ben 80.000 posti occupati – lo stesso impianto che avrà l’onore di ospitare la prima delle due semifinali del torneo – Olanda-Giappone si è chiusa con un pirotecnico 2-2. Una partita vibrante, che ha visto i Blue Samurai dare una straordinaria dimostrazione di resilienza e tenuta mentale, confermando la crescita esponenziale del movimento calcistico nipponico sul palcoscenico internazionale in questa loro ottava coppa del mondo consecutiva.
Primo tempo tattico: la muraglia Suzuki ferma gli Oranje
L’avvio di gara ha subito evidenziato il contrasto di stili. L’Olanda ha provato a imporre il proprio credo calcistico, basato su quella celebre filosofia per cui “giocare il calcio semplice è la cosa più difficile che esista”. Gli Oranje hanno mantenuto a lungo il possesso palla, ma l’organizzazione difensiva del Giappone ha retto senza soffrire eccessivamente, combinando straordinarie doti aerobiche e attenzione tattica. Il CT giapponese Moriyasu, costantemente a bordo campo a prendere appunti, ha impostato un piano di gioco chiaro: difesa di posizione e transizioni fulminee. Quando la retroguardia ha concesso qualcosa, è salito in cattedra il portiere Suzuki, autore di due miracoli straordinari su Malen, il più pericoloso dei suoi nel primo tempo. Il Giappone ha risposto pensando alla ripartenza: il debuttante Nakamura, alla sua prima Coppa del Mondo, è andato vicinissimo al gol del vantaggio con un blitz terminato fuori di un soffio, seguito da una bella conclusione di Ueda rimasta leggermente esterna. Il primo tempo si è così chiuso sullo 0-0. La crescita dei nipponici è evidente, basti pensare a talenti come Hiroki Ito, colonna del Bayern Monaco alla sua 38ª presenza stagionale, simbolo di un Giappone che va in giro per il mondo a intrecciare conoscenze calcistiche.
Botta e risposta nella ripresa: l’Olanda vola, il Giappone risorge
Il secondo tempo si è aperto con una fiammata rabbiosa dell’Olanda. Al minuto 50, il capitano Van Dijk ha sbloccato la gara con un imperioso colpo di testa su sviluppo di palla inattiva, siglando il suo primo storico gol in un Mondiale. Ma la forza mentale del Giappone è emersa proprio nel momento più difficile. Al 57′, con il numero 13 sulle spalle, è stato ancora lo scatenato Nakamura a firmare il momentaneo 1-1. La gioia nipponica è durata però pochissimo. Al 63′, il neo-entrato Sammerville (poi ammonito) ha trafitto nuovamente la difesa asiatica portando l’Olanda sul 2-1. Un colpo durissimo che avrebbe piegato chiunque, ma non gli uomini di Moriyasu. Il Giappone ha continuato a produrre fiammate improvvise, affidandosi alle giocate dei singoli, come una conclusione velenosa di Kubo neutralizzata dal portiere olandese e i continui tentativi di un mai domo Gakpo, stoppato ancora da Suzuki.
Il ruggito finale dei Blue Samurai: Kamada firma il 2-2 all’88’
Negli ultimi dieci minuti di gioco la stanchezza è svanita, lasciando spazio al cuore. Sotto di un gol e con soli 7 minuti più recupero sul cronometro, il Giappone ha alzato il baricentro andando a pressare alto l’Olanda, trasformando quello che a inizio gara poteva sembrare un difetto tattico nella loro arma migliore. L’assedio totale ha prodotto i suoi frutti all’88’: un cross perfetto ha trovato la testa di Ogawa, la cui deviazione decisiva è stata corretta da Kamada per il gol del definitivo 2-2, convalidato ufficialmente a quest’ultimo. Il forcing finale ha surriscaldato gli animi a Dallas, portando ai cartellini gialli per Depay e Van de Ven nelle fila olandesi. Al triplice fischio, lo stadio texano è esploso in un applauso scrosciante per una partita da antologia. Il Giappone porta a casa un punto d’oro che profuma di vittoria, dimostrando al mondo intero che la resilienza dei Blue Samurai è ormai un fattore d’élite del calcio mondiale. Tra poche ore (4:00) anche le altre due del gruppo F, Tunisia e Svezia, scopriranno le proprie carte all’ Estadio BBVA di Monterrey, in Messico. Ancor prima, però, (1:00 ) avrà luogo il match Costa d’Avorio-Ecuador del gruppo E, lo stesso di Germania e Curaçao, al Philadelphia Stadium di Philadelphia. La giornata proseguirà poi alle ore 18:00 con il debutto del gruppo H con Spagna e Capo Verde all’Atlanta Stadium, in Georgia e si concluderà alle ore 21:00 con Belgio-Egitto del Gruppo G – Seattle Stadium.



