La Spagna “stecca” la prima: clamoroso 0-0 all’esordio, Capo Verde ferma i Campioni d’Europa!

Impresa storica degli Squali Blu: il portiere quarantenne Vozinha para tutto, la frustrazione delle stelle Lamine Yamal e Nico Williams

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Il primo grande terremoto di questo Mondiale 2026 si registra all’Atlanta Stadium, in Georgia. Nel Gruppo H, la Spagna scende in campo con i favori del pronostico e i galloni di Campione d’Europa in carica sul petto. Di fronte, una delle quattro debuttanti assolute della competizione: Capo Verde. Sulla carta doveva essere un debutto morbido per gli uomini di Luis De La Fuente; sul campo si è trasformato in una trappola tattica perfetta. La Spagna, in un modo o nell’altro, la prima l’ha steccat, non andando oltre uno scialbo 0-0 che fa già la storia del calcio africano.

Il muro degli Squali Blu: la Spagna domina il possesso ma non punge

L’avvio di partita rispetta il copione più prevedibile. La Spagna si riversa subito in attacco, costringendo Capo Verde a rintanarsi interamente nella propria area di rigore. La squadra del CT Bubista non riesce a uscire, ma difende con un ordine e una ferocia agonistica impressionanti. Gli “Squali Blu” creano una densità invalicabile: la Spagna fa girare il pallone, costruisce trame di gioco ma, di fatto, tira pochissimo in porta e si rivela incredibilmente poco pericolosa. La svolta psicologica del match arriva dopo l’hydratation break. Capo Verde si rende conto che il mostro non è così nero: perde la paura del debutto e inizia ad affacciarsi timidamente nell’area della Roja. Al 29′ la Spagna si scuote con una buona conclusione di Marc Cucurella, ma il suo tiro di piede termina alto sopra la traversa.

Vozinha come Neuer: il portiere quarantenne dice no a Ferran Torres

Il finale del primo tempo è un assedio sfortunato per i Campioni d’Europa. Al 38′ arriva la fiammata più nitida: cross perfetto di Cucurella, sponda di testa e Ferran Torres colpisce una clamorosa traversa a portiere battuto. Subito dopo, sale in cattedra l’eroe della serata: Vozinha. A 40 anni suonati (la stessa età di una leggenda come Manuel Neuer), l’estremo difensore di Capo Verde compie un miracolo al 40′ su un tiro ravvicinato dello stesso Torres. Il duello si ripete identico al 44′ e poi ancora al 47′: Vozinha è una saracinesca umana. Il primo tempo si conclude così sullo 0-0: le occasioni per la Spagna non sono mancate, ma l’imprecisione degli attaccanti e i riflessi del portiere avversario hanno blindato il risultato.

L’esordio di Lamine Yamal non basta: la Spagna rischia il ko nel finale

Il secondo tempo riparte con lo stesso identico spartito. De La Fuente capisce che serve una scossa elettrica e al 71′ decide di giocarsi la carta d’oro: entra in campo Lamine Yamal, al suo esordio assoluto in un Mondiale. La Spagna sembra rinvigorita dalla freschezza del gioiello del Barcellona, ma l’effetto novità dura pochissimo. Anzi, negli ultimi minuti il copione rischia di farsi drammatico per gli iberici. Frustrata e inconcludente sotto porta, la Spagna si sbilancia e rischia la clamorosa punizione. Capo Verde si presenta più volte pericolosamente sotto rete e serve un grande riflesso di Unai Simón per evitare il gol storico degli africani. La tensione è talmente alta che Pedri è costretto a spendere un cartellino giallo pesante, fermando con un fallo tattico un giocatore di Capo Verde lanciato in contropiede verso la porta. Nonostante l’assalto finale e l’ingresso in campo di Nico Williams, il match termina 0-0. Le immagini di festa dei giocatori e dei tifosi di Capo Verde a fine partita sono la fotografia più bella della giornata. “Vamos!” urlano gli Squali Blu, mentre la Spagna si interroga su un debutto da incubo. Chi lo avrebbe mai detto?