Le possibilità del Marocco di ospitare la Coppa del Mondo per Club 2029 vengono stimate da fonti locali vicine alla Federazione Reale Marocchina di Calcio intorno al 99%. Una percentuale che, pur non essendo ancora suffragata da un annuncio ufficiale della FIFA, riflette una realtà ormai consolidata nei corridoi decisionali del calcio mondiale.
Il Marocco non è semplicemente un candidato forte: è il candidato “logico”. In un contesto in cui la FIFA cerca stabilità organizzativa, affidabilità politica e infrastrutture moderne, Rabat offre un pacchetto completo. La Coppa del Mondo per Club 2029 diventerebbe così una tappa intermedia, quasi inevitabile, nel percorso che porterà il paese nordafricano a co-organizzare la Coppa del Mondo 2030 con Spagna e Portogallo.
La strategia FIFA: testare oggi per non sbagliare domani
La scelta del Marocco rientra in una strategia FIFA ormai collaudata. Lo stesso schema è stato applicato agli Stati Uniti, che hanno ospitato la prima Coppa del Mondo per Club nel nuovo formato a 32 squadre nel 2025, vinta dal Chelsea contro il Paris Saint-Germain, prima di co-organizzare il Mondiale 2026.
In quest’ottica, il torneo del 2029 non è solo un evento sportivo, ma un gigantesco stress test: stadi, logistica, trasporti, sicurezza, gestione dei flussi turistici e capacità di reggere l’attenzione globale. Il Marocco, ospitando la manifestazione, avrebbe l’opportunità di arrivare al 2030 con un’esperienza recente e concreta nella gestione di un evento FIFA di massima complessità.
Rabat al centro del potere calcistico africano
Un segnale politico forte è arrivato nel luglio 2025, quando la FIFA ha inaugurato il suo primo grande ufficio africano a Rabat, all’interno del Complesso Calcistico Mohammed VI. L’accordo, firmato nel dicembre 2024 tra il presidente FIFA Gianni Infantino, il governo marocchino e la federazione nazionale, va ben oltre la semplice burocrazia.
Rabat è diventata un hub decisionale, non solo operativo. La presenza stabile della FIFA sul territorio marocchino rafforza l’idea che il paese sia considerato un partner strategico di lungo periodo, non un semplice ospite occasionale. La Coppa del Mondo per Club 2029 sarebbe quindi una naturale estensione di questa collaborazione strutturale.
Le concorrenti: candidature credibili ma meno convincenti
Il Marocco non corre da solo, ma il distacco appare netto. Il Brasile ha manifestato interesse, con incontri diretti tra la propria federazione e Infantino nel 2025, mentre il Qatar ha esplorato l’ipotesi di ospitare il torneo in inverno, soluzione che però rischia di scontrarsi con i calendari europei.
Anche la Spagna ha sondato il terreno, ma la sua posizione di co-organizzatrice del Mondiale 2030 rende politicamente meno lineare una doppia assegnazione ravvicinata. Gli Stati Uniti, infine, pur considerati inizialmente, non hanno formalizzato una candidatura. In questo scenario, il Marocco emerge come l’opzione più equilibrata, sia dal punto di vista geopolitico che organizzativo.
Dal Qatar 2022 alla Coppa d’Africa 2025: il Marocco che convince
Il rafforzamento della candidatura marocchina è anche sportivo e simbolico. La storica semifinale raggiunta ai Mondiali del 2022 ha proiettato il paese in una nuova dimensione calcistica, rendendolo la prima nazione africana e araba a spingersi così lontano.
A questo si aggiunge l’organizzazione della Coppa d’Africa 2025, ulteriore banco di prova per strutture e governance. Il messaggio è chiaro: il Marocco non chiede fiducia sulla carta, ma la costruisce attraverso eventi concreti e risultati verificabili.
Una lettura più ampia: Africa al centro del calcio globale
La possibile assegnazione della Coppa del Mondo per Club 2029 al Marocco rappresenterebbe anche qualcosa di più profondo: un riequilibrio simbolico del potere calcistico globale. L’Africa non sarebbe più soltanto terreno di sviluppo o bacino di talenti, ma sede stabile di grandi eventi FIFA.
In questa prospettiva, il Marocco diventa il volto di un continente che chiede spazio decisionale, visibilità e centralità. Se il 2029 sarà davvero marocchino, non sarà solo una vittoria per Rabat, ma un passaggio storico per il calcio africano nel suo complesso.
