Alla vigilia del match con Israele valido per le qualificazioni al Mondiale, Rino Gattuso ha parlato dell’armonia nello spogliatoio e della crescita dei giocatori:
“Mi innamoro dei miei ragazzi perché li vedo, vedo come stanno insieme e come affrontano gli allenamenti. Sappiamo di avere un percorso e di non poter sbagliare, ma la crescita mi piace”.
Il ct sottolinea l’importanza della concentrazione e della continuità per ottenere risultati positivi, pur apprezzando il percorso di formazione del gruppo.
Esposito: tra numeri e talento. Le parole di Gattuso
Riguardo alla possibile titolarità di Esposito, Gattuso ha dichiarato:
“Ha vissuto il post gara come le altre volte, è un ragazzo semplice, ha grandi numeri, corre come un centrocampista. È un ragazzo di facile lettura, vediamo, le partite durano 95 minuti, c’è chi gioca dall’inizio e chi può fare la differenza dopo”.
Il tecnico evidenzia così le qualità del giovane centrocampista, capace di incidere sia da titolare sia subentrando nel corso della partita.

Rino Gattuso si racconta a cuore aperto: “in Nazionale mi sento a casa”
Gattuso ha condiviso anche le emozioni personali nell’essere alla guida della Nazionale:
“C’è tantissima gente che pagherebbe per stare qua, io lo vivo come un sogno. Oggi scendendo le scale pensavo ai vecchi allenatori che ho avuto, da Lippi a Trapattoni. E mi chiedevo ‘Chi l’avrebbe mai detto che avrei avuto questa possibilità’. Ho lavorato insieme per anni con tanta gente che è qui, quindi tante cose mi vengono semplici perché sembra di essere a casa”.
Il ct mette in luce il legame emotivo con il gruppo e la familiarità con lo staff.
Stima e rispetto del nuovo ct per Luciano Spalletti
Infine, Gattuso ha parlato di Luciano Spalletti, sottolineando il rispetto reciproco e il valore umano e professionale dell’ex allenatore.:
“Luciano è un uomo molto schietto. Ho apprezzato le belle parole nei miei confronti. Lo avrei voluto chiamare, poi non l’ho fatto per non rompere le scatole. Ho parlato con diverse persone della federazione del valore dell’uomo, Luciano quando parla non regala niente”.