Tre giorni dopo i fischi dell’Olimpico, l’Italia ha risposto sul campo. A Bursa gli Azzurri hanno battuto la Turchia di Vincenzo Montella per 4-1, conquistando i primi tre punti nel girone A di Nations League e soprattutto dando a Roberto Mancini una prima risposta sul percorso di ricostruzione della Nazionale. Dopo lo 0-2 contro il Belgio, il CT aveva chiesto tempo e tranquillità. La trasferta turca non ha cancellato le domande emerse all’esordio, ma ha mostrato un’Italia molto diversa: aggressiva, verticale e capace di chiudere la partita già nel primo tempo. A segnare sono stati Alessandro Bastoni al 9’, Davide Frattesi al 22’, Michael Kayode al 27’ e Pio Esposito al 50’. La rete turca di Barış Alper Yılmaz a inizio ripresa non ha cambiato l’inerzia della partita. E soprattutto, nella serata di Bursa, il risultato è arrivato attraverso alcuni dei giocatori chiamati a rappresentare il futuro azzurro.
Italia, la reazione arriva dai giovani: Kayode subito protagonista
La prima differenza rispetto alla gara contro il Belgio è nell’atteggiamento. L’Italia ha aggredito la Turchia fin dai primi minuti, costruendo il vantaggio dopo appena 9 minuti con Bastoni, bravo a sfruttare l’assist di Matteo Ruggeri. Il raddoppio di Frattesi al 22’ ha ulteriormente indirizzato la partita. Cinque minuti più tardi è arrivato invece il momento più significativo della serata: Michael Kayode, alla sua prima presenza con la Nazionale maggiore, ha trovato il gol del 3-0. Un debutto particolarmente significativo perché il terzino ha avuto immediatamente un ruolo centrale nel sistema offensivo di Mancini. Il CT, nel post-partita, ha sottolineato proprio questo aspetto:
“è stato molto bravo, era la prima in Nazionale e non era semplice per lui. Ma è stato bravo al di là del gol realizzato”.
Il gol, quindi, non è stato l’unico elemento considerato dal commissario tecnico. Kayode ha dato ampiezza e profondità sulla fascia destra, offrendo una delle principali soluzioni offensive dell’Italia sulla destra nel primo tempo. Dopo le critiche seguite alla sconfitta con il Belgio, è una risposta arrivata anche attraverso le scelte di formazione.
Kayode, Pio e Sebastiano Esposito: la nuova Italia passa dalla linea verde
La serata di Bursa ha avuto infatti un protagonista comune: il ricambio generazionale. Mancini aveva lasciato a Coverciano 10 dei 33 giocatori convocati, tra cui alcuni titolari della gara contro il Belgio come Barella, Gianluca Mancini e Coppola. Una scelta che il CT ha spiegato come una rotazione già programmata e non come una conseguenza della sconfitta di Roma. La loro assenza ha aperto spazio ad altri giocatori, compresi diversi elementi più giovani. Il caso più evidente è quello di Michael Kayode, titolare e subito a segno. Ma la novità più curiosa è arrivata in attacco, dove per la prima volta Pio e Sebastiano Esposito hanno giocato insieme dal primo minuto con la Nazionale maggiore. Pio ha chiuso la partita con il gol del 4-1, arrivato al 50’, e una prestazione da riferimento offensivo. Sebastiano, invece, ha partecipato alla costruzione della manovra, contribuendo anche a creare spazi per il fratello. Lo stesso Mancini aveva spiegato alla vigilia di voler utilizzare queste partite per capire quali giovani potessero realmente entrare nel progetto:
“abbiamo bisogno di tutti, questo è un percorso lungo; porteremo altri giocatori e capiremo chi può restare con noi fino alla fine”.
A Bursa, dunque, non è stato soltanto il risultato a fornire indicazioni. Mancini ha iniziato a testare concretamente il gruppo che dovrà accompagnare la Nazionale nella fase successiva del percorso.
Dalla crisi di Roma al poker di Bursa: cosa è cambiato
Il confronto tra le prime due giornate della Nations League è quasi inevitabile. Contro il Belgio, l’Italia aveva sofferto soprattutto nel primo tempo, lasciando spazio alla squadra di Mark van Bommel e commettendo errori individuali nella costruzione. Contro la Turchia, invece, gli Azzurri hanno imposto il proprio ritmo fin dall’inizio. La differenza più evidente è stata nella pressione e nella capacità di attaccare gli spazi. Mancini ha schierato un tridente con compiti differenti. Sebastiano Esposito è partito largo a sinistra, Raspadori ha avuto maggiore libertà di accentrarsi e Pio Esposito ha agito da riferimento offensivo, mentre Kayode ha avuto la possibilità di attaccare la fascia destra.
“Agli attaccanti avevo chiesto di partire aperti entrambi con Sebastiano che doveva rimanere largo a sinistra e Raspadori, invece, doveva accentrarsi per dare una mano a Pio con Kayode che poteva attaccare a destra”, ha spiegato Mancini.
Il piano ha funzionato soprattutto nel primo tempo, quando l’Italia ha costruito il 3-0 in meno di mezz’ora. La Turchia ha poi reagito nella ripresa, accorciando con Barış Alper Yılmaz. Ma il gol di Pio Esposito al 50’ ha rapidamente spento le speranze di rimonta. Il CT, però, non ha voluto leggere la vittoria come una cancellazione della sconfitta precedente: “vale quanto valeva la sconfitta con il Belgio”. Una frase che restituisce il senso del percorso indicato da Mancini: una partita non può diventare la misura definitiva di una Nazionale che sta cambiando pelle.
Montella: “Questi ragazzi non meritano i fischi”
Dall’altra parte, la sconfitta ha aperto una serata complicata per Vincenzo Montella. La Turchia è stata travolta nel primo tempo e il pubblico della Timsah Arena ha contestato sia il CT sia alcuni giocatori. Con la squadra sotto 3-0 sono arrivati anche cori che chiedevano le dimissioni dell’allenatore. Montella ha però escluso categoricamente l’ipotesi di lasciare l’incarico:
“dimissioni? Assolutamente non penso ad andare via, sento il sostegno dei ragazzi e non ho immaginato di andarmene nemmeno quando ho avuto delle proposte interessanti”.
Il CT turco ha individuato soprattutto nei primi 30 minuti il momento decisivo della partita. “Da dimenticare la prima mezz’ora. Giocare ogni tre giorni a questi livelli presuppone un’abitudine che noi non abbiamo”. Montella ha parlato anche della reazione del pubblico, difendendo il gruppo: “questi ragazzi non li meritano per quanto fatto vedere negli ultimi tre anni”. Una posizione che arriva dopo un percorso che aveva portato la Turchia a essere considerata una delle squadre emergenti del calcio europeo e che ora deve confrontarsi con una sconfitta pesante proprio contro l’Italia.
Italia, ora arriva la Francia: il test per capire quanto vale il nuovo corso
Il 4-1 di Bursa cambia il clima intorno alla Nazionale, ma non risolve il problema indicato dallo stesso Mancini: la strada è ancora lunga. La risposta più importante arriverà probabilmente dal prossimo appuntamento. Venerdì 2 ottobre l’Italia sarà infatti impegnata allo Stade de France contro la Francia, prima di tornare in campo il 5 ottobre contro la Turchia al Dall’Ara di Bologna. Il calendario non concede tempo per consolidare il lavoro: quattro partite ravvicinate contro tre avversarie, Francia, Turchia e Belgio, metteranno subito alla prova il nuovo gruppo. E proprio questo rende interessante la vittoria di Bursa. Dopo il ko con il Belgio, Mancini aveva parlato della necessità di avere pazienza e di valutare i giovani in partite difficili. A Bursa ha ricevuto la prima risposta. Non ancora quella definitiva, ma abbastanza per capire che il nuovo corso azzurro può avere qualche protagonista in più rispetto a tre giorni fa.









