Italia-Turchia 3-1, la panchina cambia la partita: Calafiori ed Esposito decisivi

Mancini rivoluziona l’undici dopo il pari di Parigi e trova due gol dai subentrati: l’Italia supera la Turchia e sale al secondo posto nel girone

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    Foto di ELISABETTA BARACCHI / ANSA
  • Soccer :UEFA Nations League; Italy-Turkey
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L’Italia continua a crescere e lo fa ancora una volta mostrando un volto diverso. Dopo il 4-1 alla Turchia a Bursa e l’1-1 contro la Francia allo Stade de France, gli Azzurri superano nuovamente la formazione turca con un 3-1 che racconta soprattutto la profondità della rosa a disposizione di Roberto Mancini. Allo Stadio Renato Dall’Ara di Bologna il commissario tecnico cambia nove uomini rispetto alla formazione schierata contro la Francia, confermando soltanto Donnarumma e Bastoni. Una scelta che sembra poter complicare la partita, soprattutto quando la Turchia riesce a rimetterla in equilibrio nella ripresa. Ma è proprio dalla panchina che arriva la risposta più importante: Calafiori e Pio Esposito entrano e trovano entrambi il gol, indirizzando definitivamente la gara. Il risultato porta l’Italia a quota 7 punti nel girone di Nations League, alle spalle della Francia, prima a 10, e davanti al Belgio, fermo a 6. Ma più dei numeri, questa serata offre a Mancini un’altra indicazione sulla crescita del gruppo.

Italia-Turchia, Scamacca sblocca una partita complicata

L’Italia parte con un undici profondamente rinnovato, ma prova fin dalle prime battute a prendere il controllo della gara. La Turchia, però, conferma di essere un’avversaria tutt’altro che semplice e riesce a mettere in difficoltà le dinamiche azzurre: fondamentale Donnarumma, che interviene sui tiri ravvicinati di Ozan Kabak e Yunus Akgün. A rompere lo stallo è Gianluca Scamacca al 26’. L’attaccante trova il gol su cross di Di Lorenzo e permette agli Azzurri di andare avanti, dando una direzione a una partita che, per lunghi tratti, resta combattuta. Il vantaggio non basta però a chiudere la sfida. L’Italia non riesce a trasformare il controllo del gioco in una distanza rassicurante e la Turchia rimane dentro la partita, aspettando l’occasione per colpire.

Şimşir pareggia, Calafiori risponde subito

L’occasione arriva al 61’. La Turchia trova infatti il pareggio con Şimşir, riaprendo completamente una partita che l’Italia sembrava avere nelle proprie mani. La reazione degli Azzurri, però, è immediata. Tre minuti più tardi è Riccardo Calafiori a riportare avanti la squadra di Mancini. Il difensore, entrato dalla panchina, si ritrova così protagonista nel momento più delicato della gara. Il suo gol non è soltanto quello che restituisce il vantaggio all’Italia: è anche il primo segnale di quanto le sostituzioni possano incidere sull’equilibrio della partita. La Turchia prova nuovamente a reagire, ma questa volta l’Italia non concede lo stesso spazio per rientrare in partita.

Nove cambi e una panchina decisiva: la profondità della nuova Italia

È probabilmente questo l’aspetto più interessante della serata di Bologna. Dopo il pareggio contro la Francia, Mancini decide di cambiare nove giocatori su undici, mantenendo nell’undici titolare soltanto Donnarumma e Bastoni. Una scelta che va oltre il semplice turnover. Il commissario tecnico ha utilizzato queste tre partite per allargare il gruppo, concedere spazio a giocatori diversi e capire quali alternative possano diventare parte integrante del nuovo corso.

Ruolo Francia – Italia Italia – Turchia
Portiere Donnarumma Donnarumma
Terzino destro Kayode Di Lorenzo
Difensore centrale Scalvini G. Mancini
Difensore centrale Bastoni Bastoni
Terzino sinistro Calafiori Ruggeri
Mezzala destra Frattesi Barella
Regista Tonali Romano
Mezzala sinistra Fagioli Doumbia
Ala destra Kean Vergara
Centravanti P. Esposito Scamacca
Ala sinistra S. Esposito D. Maldini

Contro la Turchia, tuttavia, la risposta arriva da chi parte fuori. Calafiori entra e segna il gol del 2-1, mentre Pio Esposito completa il lavoro all’87’, fissando il risultato sul 3-1. La panchina, quindi, non è soltanto una risorsa per gestire le energie. Diventa un elemento capace di cambiare concretamente la partita. E dopo il percorso iniziato con la sconfitta contro il Belgio, passando per il 4-1 di Bursa e il pareggio di Parigi, è un’altra indicazione utile per Mancini: l’Italia sembra avere sempre più giocatori in grado di incidere.

Pio Esposito, un altro passo nel nuovo corso

Per Pio Esposito, quello di Bologna è un altro tassello importante. L’attaccante trova infatti il secondo gol consecutivo contro la Turchia, dopo quello realizzato nella sfida di Bursa. Anche in questo caso la rete arriva entrando dalla panchina, a pochi minuti dalla fine. All’87’ Esposito firma il 3-1 e chiude definitivamente la partita. Con 7 gol in 13 presenze con la maglia azzurra, Esposito è al 61° posto nella classifica all-time dei marcatori Azzurri e secondo giocatore nella storia della Nazionale a raggiungere 7 reti a non più di 21 anni.  Il suo percorso si inserisce in quello più ampio di una Nazionale che, in questa Nations League, sta dando spazio a diversi giovani e nuovi protagonisti. Dopo la scelta di sperimentare contro la Turchia a Bursa e la prestazione più conservativa contro la Francia, Mancini trova un’altra risposta positiva proprio da uno dei giocatori su cui sta costruendo il futuro. Il tecnico si è così espresso su Esposito in conferenza stampa:

“ha fame di lottare, di giocare e di segnare, è straordinario sotto questo aspetto. Nel giro di un paio di anni credo possa diventare un attaccante che fa giocare con continuità e tranquillità la squadra, come Vieri e Toni. Per caratteristiche Pio assomiglia più a Toni, per fisicità e qualità tecniche ha le carte in regola per diventare un grande attaccante come lo sono stati loro due”.

Su Calafiori, al suo primo gol con la maglia azzurra, ha detto: “è un giocatore straordinario a livello tecnico e fisico, è già un leader”. 

Italia seconda, la corsa ai quarti passa dalle ultime due partite

Con il successo sulla Turchia, l’Italia sale a 7 punti e si porta al secondo posto nel girone. Davanti c’è la Francia, prima a quota 10, mentre il Belgio resta a 6 dopo la sconfitta per 4-1 allo Stade de France. La Turchia è invece ancora ferma a zero ma Montella continua a credere. “Con questo gruppo si può lavorare, ma solo se c’è tranquillità”, ha dichiarato il CT della Nazionale turca. “Non posso dire nulla ai miei ragazzi, talvolta va accettato anche il livello degli avversari. Gigio Donnarumma oggi è il più forte al mondo”, ha aggiunto.  Per gli Azzurri, dunque, il margine è ridotto e le ultime due partite saranno decisive per stabilire la classifica finale. Gli Azzurri dovranno affrontare nuovamente la Francia il 12 novembre allo Stadio San Siro di Milano e poi il Belgio il 15 novembre in trasferta allo Stadio Re Baldovino di Bruxelles. Il calendario mette quindi Mancini davanti a due test importanti. Dopo aver affrontato la Francia a Parigi, l’Italia dovrà ora misurarsi nuovamente con i transalpini davanti al proprio pubblico e poi giocarsi il secondo posto contro il Belgio. Facendo un bilancio di questi ultimi quindici giorni, Mancini ha detto:

“abbiamo fatto delle cose buone e delle cose meno buone, qualche errore va aggiustato, ma nel complesso abbiamo giocato con la testa. Chi mi è piaciuto di più di questi quindici giorni? Il gruppo, che è un buon gruppo. Credo che questa sia la base per poi arrivare a dei risultati”. Ha poi aggiunto: “siamo felici del miglioramento visto in questa sosta, poterci giocare la qualificazione è un bell’obiettivo. Cosa mi manca di più rispetto alla mia prima avventura da CT? Mi manca Vialli”.

Dalla sconfitta con il Belgio a una rosa più profonda

In tre partite l’Italia ha attraversato tre situazioni molto diverse. Il ko con il Belgio aveva aperto il nuovo percorso di Mancini tra dubbi e contestazioni. A Bursa è arrivata una reazione netta, con un 4-1 costruito anche attraverso i giovani. A Parigi gli Azzurri hanno invece dimostrato di saper soffrire contro una delle squadre più forti del girone. A Bologna arriva un’altra risposta: questa volta il protagonista è la profondità della rosa. Il 3-1 alla Turchia non risolve tutte le questioni della nuova Italia, ma aggiunge un altro elemento al percorso. Mancini ha cambiato nove giocatori rispetto alla Francia e ha trovato proprio dalla panchina due dei tre gol della squadra. La sensazione, dopo queste tre gare, è quindi quella di un gruppo ancora in costruzione ma con un numero crescente di giocatori pronti a prendersi responsabilità. E per un commissario tecnico che ha chiesto tempo per avviare un nuovo ciclo, non è un’indicazione secondaria.