CALCIOSCOMMESSE SERIE C – Sono trenta gli indagati tra professionista, ex calciatori ed allenatori ma anche giocatori e tecnici in attività, accusati di aver partecipato ad alcune combine che si sarebbero verificate nel Girone C di Lega Pro tra il 2015 ed il 2016. Svolta sull’inchiesta del calcioscommesse, almeno quattro le partite sospette del Messina, al centro di tutto secondo la Procura Arturo Di Napoli. Contestata l’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva, truffa e alterazione di risultati sportivi. Tra i nomi eccellenti l’ex vice presidente dell’Acr Messina Pietro Gugliotta, gli allenatori Grassadonia e Di Napoli e l’ex centrocampista peloritano Giorgione. Una svolta clamorosa in attesa dell’elenco completo degli indagati.
L’intervista a CalcioWeb di Stracuzzi all’epoca dei fatti (16-02-2016)
“Abbiamo avviato un’indagine interna, presenteremo una denuncia alla Procura della Repubblica: perché, pur credendo nell’integrità dei tesserati e nella bontà della loro prestazione, anche noi non riusciamo a capire qualche intervento discutibile da parte della Paganese. Però nessuno può accusare nessuno fin quando non ci sono delle prove concrete. La Procura dovrà indagare a 360° e far luce sulla situazione. Se si dovesse riscontrare un illecito da parte di un tesserato dell’A.C.R Messina io mi tirerei fuori”. Il presidente Stracuzzi ai nostri microfoni nutriva già qualche dubbio su quanto stava accadendo al Messina. Stracuzzi dimostrò anche in altre occasioni di dubitare di alcuni calciatori. All’interno di un’altra intervista disse parole molto significative: “l’attaccante non tira, l’autogol è stato assurdo, chi mi fa pensare male è il portiere Berardi per il primo e secondo gol. Nelle gare con i campani fa errori bestiali”.













