Caso biglietti, conosciamo meglio Rocco Dominello: il ‘mediatore’ della curva juventina

Caso biglietti, conosciamo meglio Rocco Dominello – Come sappiamo la Juventus è attesa da un finale di stagione che potrebbe regalare agli uomini di Allegri uno storico ‘Triplete’, ovvero campionato, Coppa Italia e Champions League. Intanto fuori dal campo tiene banco il caso biglietti, che ha portato al deferimento del presidente Andrea Agnelli da parte della Procura Federale, per via dei suoi presunti rapporti con la malavita organizzata. Il punto cruciale che gli viene contestato rientra nel fatto che lui conoscesse Rocco Dominello, uomo chiave nella gestione dei tagliandi presso le curve dello Juventus Stadium. A questo proposito ‘Corriere.it’ ci offre un approfondimento che aiuta a capire meglio chi sia Dominello e quali siano i suoi trascorsi. Saverio e Rocco Dominello (quest’ultimo citato dalla Commissione Antimafia nell’audizione dell’avvocato della Juventus Chiappero) sono indagati per il reato 416 bis dai pm Paolo Toso e Monica Abbatecola, che, nell’atto di chiusura indagini dell’inchiesta «Alto Piemonte», scrivono che sarebbero responsabili di «aver fatto parte, quanto meno dal 2009», in concorso con altri, «dell’associazione mafiosa denominata ‘ndrangheta, operante da anni sul territorio

LaPresse/Daniele Badolato
LaPresse/Daniele Badolato

piemontese ed avente i propri referenti di collegamento con le strutture organizzative insediate in Calabria». In particolare, Saverio e Rocco Dominello sono considerati dall’accusa esponenti della cosca Pesce-Bellocco di Rosarno. Spataro aveva chiesto l’arresto dei Dominello nell’ambito dell’indagine Alto Piemonte individuandoli quali presunti responsabili del tentato omicidio di Antonio Tedesco, un uomo abbandonato la sera del 23 luglio 2014 in una pozza di sangue davanti al campo sportivo di Volpiano. Tedesco, che non ha mai parlato, era stato punito probabilmente per avere offeso uno degli esponenti di una cosca che avrebbe gestito un night club. Ed è proprio intorno alla gestione mafiosa di bische clandestine che ruota buona parte dell’indagine diventata famosa per il bagarinaggio nella curva Juve. I Dominello, difesi dagli avvocati Domenico Putrino e Giuseppe Del Sorbo, negano ogni addebito e negano rapporti con la criminalità organizzata. Ma secondo la procura, oltre alla gestione del gioco d’azzardo e alle estorsioni, si sarebbero inseriti nella curva Juve per partecipare alla gestione dei biglietti.

Caso biglietti, conosciamo meglio Rocco Dominello – I Dominello sarebbero stati, tra l’altro, gli ideatori de «I gobbi», un gruppo ultras che nella primavera 2013 aveva cercato di inserirsi nello stadio. Ma le origini dell’inserimento dei Dominello nella curva sarebbero più antiche. La Digos, in una relazione che è agli atti, ricorda che già anni fa, quando scoppiò la guerra tra Drughi e Bravi ragazzi, era a Placido Barresi, poi ai Dominello, che gli ultrà si sarebbero rivolti per risolvere le controversie. Barresi è l’uomo dell’omicidio del magistrato torine se Bruno Caccia. Quando nel 2009, venne aggredito il leader dei Drughi, Dino Mocciola, quest’ultimo, scrive la Digos, «decise di affidarsi, con la mediazione di Antonino Corleto, considerato persona di fiducia della famiglia Dominello e quindi vicina al clan dei Pesce di Rosarno a Placido Barresi, pregiudicato, condannato per essere stato killer della ’ndrangheta legato alla famiglia Belfiore-Saffiotti, a quel tempo detenuto in carcere, ma in contatto con il leader dei Bravi ragazzi, Andrea Puntorno, quest’ultimo molto vicino alla criminalità organizzata siciliana ed anello di congiunzione con alcuni esponenti di famiglie calabresi». Con i Dominello e altri presunti ‘ndranghetisti gli scontri in curva sarebbero finiti. E sarebbe iniziata una gestione con un «approccio più

Juventus Stadium (LaPresse/Daniele Badolato)
Juventus Stadium (LaPresse/Daniele Badolato)

diplomatico». «Secondo quanto informalmente appreso – precisano gli inquirenti – alla base di questi tentativi di conciliazione vi sarebbe stata la ferma volontà da parte della ’ndrangheta torinese e milanese di evitare l’insorgere di una guerra tra bande che avrebbe avuto l’unico effetto di intralciare le attività redditizie illecite che gravitano intorno agli incontri di calcio e del nuovo stadio in particolare». Rocco Dominello viene descritto «un uomo di mediazione», «dai toni equilibrati e mai evidentemente minacciosi». «La Juve, constatata la sua influenza con i tifosi, avrebbe iniziato a confidare in lui per dirimere questioni pendenti con gli ultrà più minacciosi». Ed è proprio con Rocco Dominello che parlavano alcuni collaboratori della società, non indagati, come Alessandro D’Angelo e Stefano Merulla. Staremo a vedere.

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