Caso biglietti, Agnelli sbugiardato da due intercettazioni: conosceva o no Dominello?

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Caso biglietti, Agnelli sbugiardato da due intercettazioni – Come sappiamo la Juventus è attesa da un finale di stagione al cardiopalma, con l’obiettivo reale di centrare lo storico ‘Triplete’, ossia campionato, Coppa Italia e Champions League. Insomma un momento in cui serve la massima concentrazione, che le ultime novità provenienti dalle vicende extra-campo rischiano di compromettere. Al centro dell’attenzione sempre l’ormai famoso ‘caso biglietti’, che ha coinvolto il presidente bianconero Andrea Agnelli per presunti rapporti con la malavita organizzata. A quanto pare sono spuntate due intercettazioni che andrebbero a contraddire la difesa della Juventus, nell’ambito dei rapporti tra Agnelli e Rocco Dominello, esponente della cosca Pesce/Bellocco e rinviato a giudizio nel processo Alto Piemonte. L’Huffington Post’, attraverso un articolo pubblicato oggi, propone due conversazioni del numero uno della Vecchia Signora agli atti secretati della commissione Antimafia, che dismetterebbero come il presidente conoscesse Dominello. Quest’ultimo, durante un interrogatorio in carcere, ha affermato di aver incontrato Agnelli in almeno tre circostanze.

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Caso biglietti, Agnelli sbugiardato da due intercettazioni – In occasione della seconda audizione del legale della Juventus, Luigi Chiappero, dinanzi alla commissione Antimafia, sono state esposte intercettazioni destinate a fare discutere. In particolar modo quelle prodotte da Giuseppe Pecoraro, attuale capo della Procura FIGC, firmatario del deferimento di Agnelli. Pecoraro, sempre secondo quanto riportato dall’Huffington Post’, sottolinea come Agnelli fosse a conoscenza dei rapporti strutturati e delle concessioni fatte in favore dei gruppi appartenenti al tifo organizzato, il tutto allegando delle conversazioni con il responsabile della sicurezza Alessandro D’Angelo. “Il problema è che questo ha ucciso gente“, passaggio di un’intercettazione datata marzo 2014, protagonisti Agnelli e D’Angelo che descrivono così il capo ultrà del gruppo Viking, Loris Grancini, nome accostato a uomini legati alla criminalità organizzata. Insomma, la sensazione è che questo sia solo l’inizio di un nuovo scandalo che sta per per colpire il club bianconero, staremo a vedere.

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