“Parma? Purtroppo per me, ho vissuto già in passato vicende ed esperienze di questo tipo e finché non ci sono atti e decisioni certe è difficile commentare e prendere anche posizione. C’è una indagine in corso quindi è anche difficile pronunciarsi e al di là di tutto l’avventura del Parma, visto che abbiamo vissuto i momenti del crollo, ha entusiasmato tutti”. Lo ha detto Damiano Tommasi, presidente dell’Aic sul caso Parma e il deferimento al club e due tesserati. “È stato entusiasmante rivedere il Parma tornare in serie A con merito, è un po’ come aspettare la decisione della Var, ma purtroppo il tema è legato a scommesse e squalifiche per illeciti ed è un tema che è attuale anche a livello internazionale e di cui dobbiamo rendere i conto è legato alla credibilità del nostro sistema”, ha aggiunto Tommasi. (Riz/AdnKronos)

Ecco la risposta del Parma: “si apprende con sgomento e sconcerto le notizie di stampa riguardanti l’asserito deferimento per la presunta violazione dell’art. 7 del Codice di Giustizia Sportiva, che sarebbe stato contestato in data odierna dalla Procura Federale al Club e ai propri tesserati Emanuele Calaiò e Fabio Ceravolo per l’invio di alcuni messaggi di testo ad ex compagni di squadra prima della partita Spezia-Parma. Riteniamo che l’accusa di tentato illecito sportivo, se confermata visto che la società a tutt’ora non ha ancora ricevuto alcun tipo di comunicazione a riguardo, rispetto alle condotte riscontrate, sia sconcertante -prosegue la nota della società emiliana-. Non riusciamo davvero a concepire come testo e tenore dei messaggi in questione possano integrare una fattispecie così grave e siamo convinti che chi dovrà giudicare lo farà nel rispetto delle norme, della giustizia e del buon senso. Il Parma Calcio 1913 continua a nutrire la massima fiducia nella Giustizia Sportiva, ma chiede che la verità venga stabilita nel modo più rapido possibile, per rispetto nei confronti del club e dei suoi tifosi. La società, che ricordiamo non è mai nemmeno stata convocata o ascoltata in ordine a questo procedimento, auspica che, come sono stati resi pubblici molti dettagli delle indagini, possano essere resi pubblici dalla Giustizia Sportiva, da subito o al termine del procedimento, anche i testi dei messaggi in questione, affinché tutti gli sportivi italiani possano avere contezza del tenore degli stessi”.