Anche De Rossi (dopo Buffon e Chiellini) si “appende” alla Nazionale: tocca a Di Biagio tagliare il cordone ombelicale!

Novità, rinnovamento, freschezza, gioventù. E’ questo che l’Italia chiede adesso a Di Biagio. Non si può dimenticare il flop più grande della storia della nostra Nazionale, non si può mettere alle spalle come se nulla fosse. E’ giunto il momento di cambiare. La vecchia guardia, che ringraziamo e loderemo per sempre, deve lasciare spazio ai giovani. Eppure i cosiddetti veterani sembra proprio non abbiano intenzione di farsi da parte. Buffon ha detto chiaramente che ancora è eleggibile per la Nazionale, Chiellini si è unito al coro con una sorta di “mi unirò a ciò che faranno gli altri veterani”, mentre oggi è stata la volta di De Rossi, il quale parlando alla rivista dell’Aic ‘Il Calciatore’ ha rivelato: “L’addio alla Nazionale? Con la partita con la Svezia penso si sia chiuso il ciclo di alcuni di noi e del resto, quando si fallisce, bisogna pur sapere fare un passo indietro. Ora sceglieranno un nuovo allenatore, bisognerà vedere, ce ne sono di giocatori forti. Io pero’ la Nazionale l’ho sempre vista come una famiglia e non è insomma che abbia messo un paletto, punto e basta. Se capita, chissà, che l’allenatore si fa vivo con me, che ritiene che possa servire, che dica che c’è bisogno, allora? Certo che gli anni sono quelli che sono, sempre 34”.

Di Biagio
LaPresse/Alfredo Falcone

Dunque, se gli artefici del fallimento non intendono abdicare, toccherà a Di Biagio tagliare i ponti col passato e rinnovare una rosa che è pronta ad una nuova vita. Donnarumma scalpita, Romagnoli è pronto, così come Rugani, Verratti e Jorginho devono prendersi la regia dell’Italia. Il passato è passato, va voltata pagina adesso. I veterani sopracitati, più altri un po’ in là con l’età come Barzagli e Parolo, devono lasciar spazio alle nuove leve. Serve carattere adesso, Di Biagio deve fare scelte scomode. Staremo a vedere se avrà gli attributi per farlo oppure se sceglierà la strada più comoda, vale a dire quella di avere ancora la vecchia guardia a gestire le operazioni all’interno dello spogliatoio azzurro.