“L’opportunità di acquistare la Fiorentina è stata combinata in due settimane e mezzo. Ho preso un rischio ora devo avere dei risultati. Non è però possibile avere i risultati domani: ci metto l’entusiasmo, la mia volontà, il mio voler lavorare in maniera forte ma a poco a poco devo riportare la Fiorentina dove si merita di stare”. Lo ha detto il neo proprietario viola Rocco Commisso ospite ai microfoni di ‘Radio Uno’. “Bisogna in Italia dare l’opportunità a quelli che voglio investire nel Paese. In un progetto dove si spendono tanti soldi non ci si può mettere dieci per fare le infrastrutture. Bisogna metterci molto meno tempo. A New York ci sono stadi come lo Yankee stadium o il Giant stadium, o come lo stadio di hockey, che sono state costruite negli ultimi 20, 30, 40 anni. Questo significa lavoro, novità, capacità da parte di un investitore di estendere il marchio ed il proprio prodotto per fare più soldi, in modo da poter comprare altri giocatori. Un qualcosa che porterebbe benefici per tutti. Bisognerebbe mettere insieme il mondo politico e quello imprenditoriale per fare delle cose, ed è quello che vogliamo fare in Italia. Il Fair play finanziario? Bisognerebbe cambiarlo un po'”.
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“Bisogna tornare ai tempi di Garibaldi per parlare dell’idea che ci fu di fare un ponte fra Calabria e Sicilia – prosegue Commisso – Non è bene per l’Italia se ci vogliono dieci, venti, cinquanta, cento anni per fare una cosa. In Cina fanno uno stadio ogni sei mesi, qui ogni cento anni se ne fa uno nuovo. Dobbiamo metterci tutti insieme ed io voglio aiutare perché ho volontà di investire. Ma non aspetto dieci anni per investire”.
Qualche parola anche sul calcio femminile: “La Nazionale femminile ha fatto benissimo nel Mondiale” ha puntualizzato Rocco Commisso. “Vorrei che ci fossero più opportunità per queste donne perché se lo meritano. Vogliamo investire maggiormente nel calcio femminile in Italia”. Rocco Commisso pensa di portare della sua esperienza imprenditoriale lavorativa nella tv via cavo in Usa, nel calcio italiano, “le cose che ho imparato nella mia azienda, ovvero lavorare forte, con onestà, sincerità, trasparenza, di trattare ogni individuo che lavora per me come un’altra persona e non come un dipendente. Nell’ultimo mese ho utilizzato l’espressione ‘fast, fast, fast‘ perché ho imparato a fare le cose veloci e a prendermi dei rischi”.