Italia-Israele, 5-4 da brividi: 7 gol su 9 portano firma italiana

Gli Azzurri vincono una partita folle a Debrecen, tra due autogol e la doppietta di Kean. Gli ultras protestano contro l’inno israeliano.

Una serata che resterà nella memoria non solo per il risultato ma per le modalità con cui è maturato: l’Italia ha battuto Israele 5-4 in Ungheria, in una sfida che più che una partita di qualificazione al Mondiale è sembrata un film di azione.

Il dato che più colpisce? Sette gol su nove portano la firma di calciatori italiani. Oltre alla doppietta di Moise Kean e ai sigilli di Politano, Raspadori e Tonali, sono infatti arrivati anche due autogol pesantissimi: Locatelli e Bastoni hanno “colpito” la propria porta, regalando a Israele la possibilità di restare in corsa fino all’ultimo.

La sequenza dei gol: autogol, rimonte e controrimonte

  • 0-1 (16’) – Autogol di Locatelli che devia nella propria rete.

  • 1-1 (40’) – Kean firma il pareggio, assist Barella. Ed è qui che la telecamera indugia su Gennaro Gattuso: pugni serrati, mascella tesa, un urlo di rabbia liberatoria. Un’esplosione che ricorda a tutti perché il suo soprannome resta “Ringhio”: grinta pura, trasformata in energia per i suoi uomini.

  • 2-1 (52’) – Dor Peretz riporta avanti Israele.

  • 2-2 (54’) – Ancora Kean, stavolta su assist di Retegui.

  • 3-2 (58’) – Politano ribalta la partita.

  • 4-2 (81’) – Raspadori sembra chiuderla.

  • 4-3 (87’) – Autogol di Bastoni, Italia di nuovo in apnea.

  • 4-4 (89’) – Peretz firma la doppietta.

  • 5-4 (90’+1) – Tonali trova il jolly da fuori area e regala i tre punti.

Un vero e proprio thriller calcistico, in cui Israele è riuscito a segnare solo due volte con i propri uomini. Il resto lo hanno fatto gli italiani, nel bene e nel male.

Protesta degli ultras italiani: spalle all’inno israeliano

La partita è stata preceduta da un episodio extra-calcistico: durante l’esecuzione dell’inno israeliano, una parte della tifoseria italiana ha voltato le spalle e mostrato cartelli di protesta. Un gesto dal forte significato politico, che inevitabilmente ha fatto discutere e che rischia di avere strascichi anche fuori dal campo.

Gattuso tra soddisfazione e preoccupazione

Gattuso ha elogiato la reazione della squadra, ma non ha nascosto le perplessità:

«Siamo fragili, regaliamo gol troppo facilmente. Il problema è mio, non dei ragazzi».

La vittoria mantiene l’Italia in corsa nel Gruppo I delle qualificazioni, ma le lacune difensive e l’ennesimo finale in apnea confermano che il cammino è ancora lungo e tortuoso.

In ogni caso, la partita Italia-Israele è un match destinato a entrare negli annali, non solo per la sua intensità ma anche per la statistica clamorosa: su nove gol totali, sette sono arrivati dai piedi o dalle teste dei calciatori italiani. Un dato che fa riflettere e che racconta meglio di qualsiasi altra analisi l’anima contraddittoria di questa Nazionale. Con un Gattuso sempre fedele alla sua indole: un allenatore che ringhia, soffre e trascina, come faceva in campo.