La “strana” incoerenza di Galliani: dai diritti tv alla goal technology, qualcosa non torna!

Interessi enormi condizionano il calcio al giorno d'oggi e le questioni legate ai diritti tv sono parte fondamentale degli accordi "politici" del mondo del pallone

Adriano Galliani che dà dell’arrogante a qualcuno è il “bue che dice cornuto all’asino” per eccellenza. Partiamo da qui: da un uomo che da anni con i suoi compari decide la politica del pallone, che si oppone al progresso,  pretende la tecnologia, che si è visto nelle ultime ore non piacergli poi tanto e che forse gli piacerebbe di più, se potesse essere controllata assieme ai tanto amati e sempre protagonisti nella decadenza di questo sport Diritti TV. Un nuovo capitolo delle tante contraddizioni di chi, come fa abitualmente nel mercato, in maniera parassitaria vuole avere il controllo su tutto e tutti.

PROGRESSO OD OPPOSIZIONE AL PROGRESSO?

E’ il 2013: la nostra Serie A è chiamata ad una svolta perché non abbiamo più il campionato più bello del mondo e perché chi decide in Lega Calcio pensa più che al gioco alla politica: accordi, alleanze e favori. E’ il 2013 e si sceglie il nuovo presidente.

Da un lato c’è Maurizio Beretta, presidente uscente e dimissionario dal 2011, perché per lui il calcio è un secondo lavoro, un passatempo che lo distrae dalla sua prima occupazione, e che occupazione, in una nota banca. Lui, amico di molti e di qualcuno in particolare, soprattutto di chi, nonostante si lamenti domenica dopo domenica ora di questo ora di quello, quando c’è da cambiare preferisce non toccare un giocattolo che un tornaconto in un modo o in un altro glielo porta. Il punto forte della politica di Beretta è proprio il non avere intenzione di toccare nulla, il suo compito è meramente quello di dividere gli amati diritti tv. Lui stesso dice: che il calcio italiano è ancora molto appetibile, che ha un buon livello e che il dato spettatori è in netta crescita. Inutile sottolineare che la realtà dei fatti è che i nostri stadi sono i più vecchi e i più vuoti tra i top campionati europei. E non è utile tentare di modificare questo dato come fa il Milan del buon Adriano, che a referto sul numero spettatori ne aggiunge sempre circa 8mila in più di quelli che realmente varcano i tornelli di San Siro, tanto chi produce le immagini tv è ben istruito “gli spalti non devono essere inquadrati”, sarebbe troppo indecoroso, ma è ben motivato: non si inquadra gli spalti perché sono presenti striscioni a sfondo razziale. E come in un meccanismo ben oliato: chiudiamo i settori perché è l’unico modo per far fronte ai i nostri tifosi così razzisti e nel frattempo aumentiamo il dato dell’audience.

Dall’altro il nuovo e favorito per dare il via al rinnovamento del calcio italiano: Andrea Abodi, che tanto bene ha fatto e sta facendo come presidente di Lega di Serie B, tanto da essere attualmente avanti alla serie maggiore sull’utilizzo della Goal technology che probabilmente esordirà per i play off di B. La sua candidatura alla presidenza è iniziata con una presentazione che nel nostro paese non piace “ci sono tantissime cose da fare”, tra cui: mettere mano alla legge sugli stadi in primis, riformare il campionato, riformare la ripartizione dei diritti tv. Agnelli, Della Valle e Moratti i suoi principali sostenitori.

Il rinnovatore inizialmente era in testa, ma allo scrutinio finale la “sorpresa” con cui il calcio italiano, che di cambiare non ha la minima intenzione, si è sbarazzato di lui ha riconfermato l’uomo tanto appoggiato da Galliani, Lotito e di tutti gli altri che si erano riempiti la bocca di cambiamento. Grazie alla rielezione della lista Beretta, l’organigramma è cambiato così: Galliani (vicepresidente), Lotito e Pulvirenti (consiglieri federali) e poi tutti gli altri. Gongolante l’ad rossonero in risposta a tutti quelli che erano sorpresi dalla vicenda rispose poco sorpreso e col sorriso fra le labbra: “l’urna è una mignotta…”

TECNOLOGIA ED IL NODO DIRITTI TV

Partiamo dalla lettera con cui Galliani consigliava a Tavecchio “E’ giunto il momento di dotarsi di un sistema tecnologico di lettura certa e sicura”. Passi per il gol non gol che va applicato senz’altro, ma su la moviola in campo ha egli stesso generato delle polemiche imbarazzanti che spaziano dalle basi della geometria alla produzione propria di immagini. Sulla geometria pare chiaro come l’ad rossonero tenti in tutti i modi di sfuggire al responso del campo che oltre al risultato ha chiarito a tutti come il Milan è una squadra costruita male, e non può continuare a prendere in giro i propri tifosi con parole e zero fatti. Galliani d’altronde non ha abituato i sostenitori rossoneri a spesi folli ma a parametri zero, giocatori che le squadre normali abitualmente comprano a cifre esorbitanti regalati dal Genoa di Preziosi o dal procuratore di turno, prestiti con diritti di riscatto mai esercitati. Ma la polemica su le famose immagini che Galliani sostiene essere prodotte dalla Juventus e che studiate da tutte le angolazioni possibili danno sempre lo stesso responso. Ma la polemica sarebbe partita comunque a prescindere dall’episodio, perché la cosa che non va giù a Galliani è che la Juve non si serve di immagini prodotte da Infront, società che nell’Adriano pensiero deve avere il monopolio su diritti tv e moviola, società che gestisce anche il merchandising di Milan, Genoa e Lazio o se la volete leggere così: Galliani, Preziosi, Lotito, i tre che più di tutti fanno la voce grossa quando si parla di diritti tv a palazzo.

Le polemiche che tutti conoscete risalgono a sabato. Oggi Wanda, gruppo cinese gestito da Wang Jianlin ha acquistato il gruppo Infront, che grazie a tale acquisizione aumenterà il suo potere finanziario e il suo raggio d’azione in materia di intrattenimento sportivo, partendo dalla Serie A fino ad arrivare ai mondiali di calcio e la Champions League, ossia punta a controllare lo sport a livello mondiale; con l’aiuto di Philippe Blatter nipote del presidente Fifa, nonché numero uno di Infront. Ma Wang Jianlin oltre ad essere il secondo uomo più ricco di Cina,  è appassionato di calcio, in passato voleva rilevare le quote della Roma in possesso di UniCredit, e che detiene attualmente il 20% delle quote societarie dell’Atletico Madrid, con cui il Milan ha trattato poco tempo fa il clamoroso scambio Torres-Cerci, vedendosi arrivare gratis un giocatore strapagato dai colchoneros pochi mesi prima.

Ma il nodo della polemica con i bianconeri: è che la Juve (come altre società) non appoggia Infront Italy, tanto cara a Galliani, poiché gestita da Marco Bogarelli. A giugno si era già stilato un accordo tra l’altro molto discusso con cui si spartivano i diritti tra Sky e Mediaset, ennesimo accordo di successo tra Infront e famiglia Berlusconi. Binomio vincente quello tra Bogarelli e il Milan, che nasce probabilmente dal passato dell’imprenditore in Fininvest e dal suo forte legame con Adriano Galliani.

Oggi dopo le polemiche di sabato la Lega doveva scegliere a chi assegnare i diritti tv tra Sky e Mediaset, invece di continuare il binomio vincente Infront-Mediaset, è spuntata Wanda che Infront lo ha acquistato, cambiano i nomi non la sostanza.

Quindi la polemica di Galliani sulle righe distorte: Ha secondi fini? Vuole distogliere l’attenzione da altro? Legittimare qualcosa? I risultati di tutto sono usciti stamani e sopra sono stati elencati solo tanti pezzi di un puzzle, che se volete potete provare a comporre…