Non chiudete quella curva. La Lazio non ci sta e il giorno dopo la decisione del giudice sportivo, che ha vietato per razzismo l’utilizzo del settore dell’Olimpico occupato dallo zoccolo duro della tifoseria biancoceleste, ha impugnato il provvedimento dinanzi alla Corte di Giustizia federale. I tempi sono stretti: la sanzione del giudice Tosel dovrebbe essere scontata domenica, nel primo turno di campionato in cui la squadra di Petkovic ospitera’ l’Udinese. Dovrebbe: nell’istanza presentata stamane alla Corte di Giustizia della Figc, infatti, il club capitolino chiede un pronunciamento dei giudici in tempi rapidi sulla chiusura della curva nord in seguito agli ululati razzisti indirizzati agli juventini Pogba, Asamoah ed Ogbonna, nel corso della finale di Supercoppa disputata domenica scorsa. ”Abbiamo presentato un ricorso alla Corte di Giustizia Federale con procedura d’urgenza per una sospensione o l’annullamento del provvedimento’‘, spiega l’avvocato del club Gian Michele Gentile ritenendo che ”non ci siano i presupposti per la chiusura del settore”. La Corte si riunira’ venerdi’ mattina e decidera’ nel merito. Intanto la tifoseria biancoceleste, che parla di strumentalizzazioni, prende posizione: ”Accusare la nostra curva di razzismo e’ ridicolo oltre che infamante. I buu non sono un coro d’offesa razziale. Ma ci impegniamo ad evitare di fare gli ululati”. Sull’episodio che ha macchiato l’antipasto della stagione 2013/2014 che prendera’ il via sabato, e’ intervenuto anche il ministro per gli Affari Regionali e lo Sport, Graziano Delrio: ”Ancora cori razzisti negli stadi. Le parole di papa Francesco alle nazionali di calcio italiana e argentina non possono passare come acqua fresca – ha scritto l’esponente del governo sul proprio profilo Facebook -. Il calcio deve essere piu’ umano, uno spettacolo per tutte le famiglie, essere impegnato contro il razzismo e la violenza. Cercheremo con il ministro Kyenge, il Coni, le societa’, di contribuire al cambiamento gia’ da questa stagione”. ”Si puo’ invocare la lava del Vesuvio e gridare ‘Napoli vergogna d’Italia?’. Chiedo ufficialmente al presidente della Lega di A, Maurizio Beretta, dopo la chiusura delle curve a Lazio e Roma, se la lotta al razzismo negli stadi contemperi anche slogan del tipo ‘Vesuvio erutta per noi’, o ‘Napoli vergogna d’Italia’, visto che la tifoseria di una grande squadra ripete questi ‘gentili omaggi’ ogni volta e che viene sanzionata con multe ridicole”, rileva invece in una nota il senatore Antonio Gentile, presidente del Napoli club al Senato. ”Dal momento che sabato prossimo iniziera’ il campionato dicalcio – prosegue – sarebbe positivo avere un chiarimento: la Lega calcio punisce solo gli insulti razzisti inerenti il colore della pelle? Le vergognose esibizioni contro una capitale della cultura come Napoli sono sempre state tollerate dalla Lega calcio: a questo punto e’ obbligatoria una risposta”. Ma a pagare sono anche i tifosi corretti. ”Stiamo chiedendo informazioni per gli abbonati in Curva Nord – dice a Lazio Style Radio il responsabile marketing della societa’, Marco Canigiani -, al momento chi ha gia’ sottoscritto un abbonamento non potra’ acquistare altri biglietti. Tutti gli altri tifosi non abbonati possono acquistare il tagliando per altri settori’