Luciano Moggi non è convinto dal Var. L’ex dirigente della Juventus, ha parlato ai microfoni di Libero dell’applicazione della tecnologia in campo arbitrale, mostrandosi ancora titubante e non proprio soddisfatto di quanto visto in questi primi mesi d’utilizzo. “Il Var così com’è non mi convince ancora, dovrebbe avere una normativa più oggettiva e non limitarsi a stabilire se un fallo da rigore ci sia o meno. Dovrebbe magari anche aiutare a scoprire quando c’è un tocco di mano e veramente quando c’è il fuorigioco, cosa che non succede. E dunque le caratteristiche dei vari direttori di gara sono e saranno predominanti sulle decisioni. Se un arbitro storicamente non fischia i rigori, hai voglia di Var… Prendete il fallo di Skriniar su Perotti in Roma-Inter: era rigore,i giallorossi già vincevano 1-0. Eppure Orsato, che per me è il miglior arbitro italiano, quei penalty non li dà e infatti da addetto video non ha corretto l’arbitro Irrati e allora siamo a punto e a capo. Il Var doveva essere la fine delle polemiche, non è cambiato niente“.
L’argomento si scalda decisamente alla domanda, il Var avrebbe evitato Calciopoli? “Calciopoli sarebbe scoppiata lo stesso.Cinque arbitri sono stati assolti, Racalbuto ha avuto la prescrizione e hanno condannato solo De Sanctis; come dicono le sentenze,le partite e i campionati non sono stati alterati. Quello che succedeva in campo è stato solo un pretesto usato per far fuori chi in quel momento aveva più capacità, e otteneva più successi”, risponde Moggi. “Guardate, anche il contatto Iuliano-Ronaldo non sarebbe mai arrivato a una conclusione. Con le regole di oggi l’azione sarebbe proseguita, West avrebbe steso Del Piero e Ceccarini avrebbe assegnato il rigore ai bianconeri. Poi avrebbe chiesto il controllo al Var e… E comunque, Juve e Inter non avrebbero neanche dovuto giocare… L’Inter doveva essere stata retrocessa per il passaporto falso di Recoba. Punto. Piuttosto, più che nel Var ho fiducia nella tecnologia del ‘gol-non gol’: un dato inoppugnabile”.