Mondiali 2026 e Olimpiadi 2028 a rischio, caos visti negli USA

Il nuovo divieto d’ingresso voluto da Trump colpisce 12 Paesi e crea incertezze per Mondiali e Olimpiadi: accesso bloccato per tifosi, dirigenti e giornalisti

Il nuovo divieto d’ingresso negli Stati Uniti, annunciato da Donald Trump e rivolto a 12 Paesi – tra cui l’Iran – rischia di trasformarsi in un boomerang per il mondo dello sport. Il problema riguarda da vicino i Mondiali di calcio del 2026 e le Olimpiadi di Los Angeles del 2028, due eventi globali che gli Stati Uniti ospiteranno insieme a Canada e Messico (per il solo Mondiale). L’Iran, già qualificato alla prossima Coppa del Mondo, potrebbe trovarsi impossibilitato a partecipare se la misura non verrà rivista.

Accessi a rischio per atleti, staff e tifosi

La questione va ben oltre il piano diplomatico. A lanciare l’allarme sono organismi sportivi internazionali, che richiamano al principio della libera circolazione. L’incertezza riguarda atleti, dirigenti, giornalisti e soprattutto i tifosi provenienti dai Paesi colpiti dalla misura. La situazione richiama casi già visti: nel 2023, ad esempio, un evento sportivo venne annullato a Bali per problematiche legate ai visti.

Le relazioni tra Iran e Stati Uniti, interrotte da oltre 45 anni, si aggravano ulteriormente: anche i ricongiungimenti familiari sono stati bloccati. In questo contesto, cresce la pressione su FIFA e CIO, i due colossi dello sport mondiale. Se da un lato la FIFA ha mantenuto buoni rapporti con l’ex presidente Trump, il Comitato Olimpico Internazionale è storicamente più rigido sulla neutralità politica e sulla libertà di partecipazione. In gioco c’è un principio fondamentale: lo sport è universale, non può essere soggetto a barriere ideologiche o confini politici.

Radio3 Mondo accende i riflettori sul tema

A occuparsi della questione anche il programma “Radio3 mondo” in onda su Rai Radio 3, che nella puntata di mercoledì 8 luglio ha affrontato il tema con Anna Maria Giordano e la telecronista Tiziana Alla, voce della Nazionale femminile. Un approfondimento utile a comprendere quanto i grandi eventi sportivi siano legati anche ai delicati equilibri della geopolitica internazionale.

Intanto in Europa: cresce il calcio femminile

Nel frattempo in Svizzera prosegue l’Europeo femminile, dove l’Italia è ancora in corsa per i quarti di finale. Secondo la UEFA, il calcio femminile sta vivendo una crescita rapidissima: aumentano le giocatrici tesserate, gli standard tecnici e l’attenzione mediatica. Le competizioni sono sempre più seguite e valorizzate, con sponsor e diritti TV in netta espansione.

Il contrasto con la situazione dei visti negli Stati Uniti è evidente: mentre da una parte lo sport cresce ed evolve, dall’altra rischia di essere frenato da scelte politiche restrittive che potrebbero pregiudicare la natura globale degli eventi.