Tra la finale del Mondiale 2026, in programma il prossimo 19 luglio, e l’avvio della nuova stagione calcistica europea, in Italia prende forma il nuovo corso della Nazionale. Dopo la definizione dell’assetto dirigenziale con Giovanni Malagò, già presidente del CONI, alla guida della FIGC, nei giorni scorsi è stato annunciato il nome di Paolo Maldini come nuovo direttore tecnico degli Azzurri e Presidente del Club Italia. Accanto all’ex capitano del Milan lavorerà Leonardo nel ruolo di Advisor: la coppia, come li ha definiti Malagò “due facce della stessa medaglia”, contribuiranno al rilancio della Nazionale in vista del Mondiale 2030. Ora l’attenzione si sposta sulla scelta del nuovo commissario tecnico, il primo tassello operativo del nuovo progetto per gli Azzurri. A confermarlo è stato lo stesso Malagò, che ha annunciato l’avvio dei lavori insieme a Maldini e Leonardo per definire una “short list” di candidati. L’obiettivo è arrivare alla scelta nelle prossime settimane, anche se l’annuncio ufficiale potrebbe richiedere ancora qualche giorno. Di seguito il punto sulla nuova organizzazione della Nazionale italiana, sulle dichiarazioni del presidente della FIGC, sui candidati alla panchina azzurra e sulle priorità del nuovo progetto tecnico.
La nuova dirigenza della Nazionale prende forma
Per la prima volta dopo molti anni cambia contemporaneamente gran parte della struttura tecnica della Nazionale italiana. Non si tratta soltanto della scelta del nuovo commissario tecnico, ma della costruzione di una nuova cabina di regia destinata a guidare il calcio azzurro nel medio-lungo periodo. Il nuovo presidente federale Giovanni Malagò ha deciso di affidare il coordinamento dell’area tecnica a Paolo Maldini, nominato direttore tecnico, affiancandolo a Leonardo nel ruolo di advisor. Due figure che condividono una lunga esperienza internazionale sia da calciatori sia da dirigenti e che avranno il compito di contribuire alla definizione dell’identità tecnica della Nazionale. Il primo dossier sul tavolo riguarda naturalmente la scelta del nuovo commissario tecnico, ma il lavoro della nuova dirigenza comprenderà anche il coordinamento di Club Italia, il rapporto con i club, la valorizzazione dei giovani talenti e la definizione di una strategia condivisa per tutte le selezioni azzurre. La scelta di Paolo Maldini arriva in uno dei momenti più delicati della storia recente del calcio italiano e non appare casuale. Considerato una delle più grandi leggende della storia del calcio mondiale e bandiera del Milan per 25 stagioni con 902 partite ufficiali giocate, Maldini arriva in FIGC dopo una carriera straordinaria. Alle spalle ha non solo un percorso da calciatore, ma anche una significativa esperienza dirigenziale maturata proprio con il club rossonero. Ha preso parte a quattro Coppe del Mondo, da Italia ‘90 a Corea del Sud-Giappone 2002, e pur non riuscendo a sollevare i trofei più ambiti, sfiorati con il secondo posto ai Mondiali del 1994 e agli Europei del 2000, con oltre 2.200 minuti detiene il record di minuti giocati nelle fasi finali dei Mondiali. Dopo il ritiro dai campi, tra il 2018 e il 2023 ha continuato a far parte del team rossonero prima come Direttore dello Sviluppo Strategico, poi come Direttore Tecnico dell’area sportiva: in quegli anni il Milan è tornato stabilmente in Champions League conquistando lo Scudetto nella stagione 2021-22. Con la chiamata di Malagò entra ufficialmente a far parte del nuovo assetto tecnico azzurro accompagnato dal fidato ex compagno Leonardo come Advisor strategico. Il brasiliano Leonardo Nascimento de Araújo, infatti, ha fatto parte della rosa rossonera dal 1997 fino al 2003 per poi tornare al Milan prima come allenatore, nella stagione 2009-2010 in sostituzione di Carlo Ancelotti, poi come dirigente in qualità di consulente di mercato e nel 2018 come Direttore Generale dell’area tecnico-sportiva. La scelta di Maldini e Leonardo lascia intuire la volontà della Federazione di affiancare alla tradizione del calcio italiano una visione più moderna e internazionale, capace di valorizzare competenze manageriali oltre a quelle strettamente tecniche.
Le parole di Malagò sul CT: “Lavoreremo a una short list di candidati”
Il presidente della FIGC ha espresso grande soddisfazione per l’accordo con Maldini e Leonardo. In un’intervista al TG2 Post ha dichiarato:
“la verità è che Maldini era da sempre il mio obiettivo, ho sempre pensato che potesse essere la persona giusta per sovrintendere il settore tecnico della FIGC, che non implica solo la Nazionale maggiore ma tutta la filiera delle nazionali giovanili. Abbiamo portato avanti in due settimane i progetti che sono entrati nello specifico e Paolo da subito mi aveva detto che sarebbe stato felice di coinvolgere Leonardo come consulente, perché il lavoro è tanto, impegnativo e sfidante. Sono contento, perché ho una stima profonda di Leonardo. Sono due facce della stessa medaglia, c’è un impegno di quattro anni che deve portarci da qui al 2030 al Mondiale prossimo, passando per un Europeo”.
Intervenendo a margine della Giunta del CONI, Malagò ha spiegato che ora il lavoro per i nuovi Azzurri entrerà nella sua fase operativa, ovvero la scelta del CT. Il presidente ha annunciato degli incontri con Paolo Maldini e Leonardo per individuare una lista ristretta di candidati alla panchina azzurra. Sulle tempistiche, non ha escluso che l’annuncio del nuovo commissario tecnico possa slittare di qualche giorno: prima dell’ufficialità, infatti, dovranno essere definiti tutti gli aspetti dell’accordo come avviene nel calciomercato. Malagò ha inoltre annunciato l’intenzione di istituire un presidio permanente di Club Italia presso la sede della Lega Serie A a Milano, con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra Federazione e società professionistiche. Il prossimo 23 luglio Malagò parteciperà insieme a Maldini e Leonardo all’assemblea della Lega di Serie A: insieme illustreranno alle società il proprio piano per il futuro del calcio italiano.
Chi sarà il nuovo commissario tecnico dell’Italia?
Definita l’area dirigenziale, ora la priorità è la scelta del nuovo selezionatore azzurro, tema centrale di queste settimane. Tra i nomi papabili, quello che continua a essere indicato come favorito è quello di Roberto Mancini, già commissario tecnico della Nazionale tra il 2018 e il 2023 e protagonista della vittoria degli Europei nel 2021. La sua esperienza internazionale e la conoscenza dell’ambiente azzurro rappresentano elementi che potrebbero facilitare un eventuale ritorno. Nella rosa dei candidati rientra anche Antonio Conte, anche lui ex CT azzurro tra il 2014 e il 2016. Entrambi risultano al momento senza incarichi ma Mancini non sembra rientrare tra le preferenze di Maldini e Conte potrebbe non essere sostenibile economicamente. Tra le ipotesi più suggestive figurano anche Carlo Ancelotti e Pep Guardiola. Il primo è ancora sotto contratto con la federazione brasiliana anche dopo l’eliminazione ai quarti del Mondiale. L’idea che Guardiola possa prendere le redini della panchina azzurra, invece, non è certo nuova ma non è mai andata oltre le indiscrezioni. Un altro nome molto discusso nelle ultime ore è quello di Andrea Pirlo, scelta preferita di Maldini che tuttavia non viene vista di buon occhio né dai club di Serie A, che indicano Conte come candidato ideale, né dallo stesso Malagò che sembrerebbe preferire Mancini. La scelta del nuovo CT, dunque, si preannuncia difficile e divisoria. La decisione definitiva arriverà soltanto dopo il confronto tra Malagò, Maldini e Leonardo, chiamati a individuare il profilo più adatto per inaugurare il nuovo ciclo della Nazionale.
Le priorità del nuovo progetto azzurro
Una volta nominato il commissario tecnico, inizierà la fase più delicata del nuovo corso. Tra le priorità della dirigenza ci saranno la ricostruzione dell’identità della Nazionale, il consolidamento del rapporto con i club, la valorizzazione delle nuove generazioni e la programmazione dei prossimi impegni internazionali. Anche il rafforzamento di Club Italia, attraverso una presenza stabile presso la sede della Lega, si inserisce in questa strategia di maggiore collaborazione tra Federazione e società professionistiche, elemento ritenuto fondamentale per una gestione più coordinata del movimento calcistico nazionale.
La scelta del nuovo CT aprirà il nuovo ciclo della Nazionale
Per il momento non resta che attendere la conclusione del lavoro avviato da Malagò, Maldini e Leonardo. Nei prossimi giorni verrà definita la lista dei candidati e inizieranno i colloqui decisivi che porteranno alla nomina del nuovo commissario tecnico. La nomina del nuovo CT rappresenterà il primo vero banco di prova della nuova governance federale. Da quella scelta dipenderà l’avvio di un progetto che punta a ricostruire l’identità della Nazionale e a riportare stabilmente l’Italia ai vertici del calcio internazionale in vista dei prossimi grandi appuntamenti.