Superchampions, le parole di Micciché e De Siervo: “Si rischia di affamare il calcio italiano”

Le parole di Gaetano Miccichè e Luigi De Siervo, nel corso della conferenza stampa al termine dell'assemblea odierna della Lega A che si è espressa contro la proposta di una Superlega europea

Le parole di Gaetano Miccichè e Luigi De Siervo, nel corso della conferenza stampa al termine dell’assemblea odierna della Lega A che si è espressa contro la proposta di una Superlega europea. Il presidente della Lega A ha dichiarato: “Ci sarebbe una grande perdita di valore del campionato, dal 35 al 70%. Vuol dire che se noi abbiamo venduto gli ultimi diritti tv italiani ed esteri per oltre 1 miliardo di euro, con la riforma si rischia di affamare il calcio italiano ad esclusione da chi partecipa alle coppe”. “Noi siamo chiamati a perseguire gli interessi di tutte e venti le società, con un ruolo di equilibrio. Mi auguro che questa presa di posizione totale, possa portare la Uefa a riconsiderare questo progetto e ad un cambiamento da condividere e interagire con le cinque leghe più importanti in Europa”, aggiunge Micciché.

L’ad della Lega Serie A, Luigi De Siervo, si è così espresso: “E’ impensabile fare una riforma così impattante senza sapere quali siano le ricadute sulle varie competizioni. Per questo abbiamo cercato di ricostruire questa proposta, abbiamo quindi cercato un consulente indipendente che in tempi brevi ha fatto una sua valutazione sull’impatto e la ricaduta sui ricavi”. “Lo studio fa capire come ci sia un meccanismo, in cui più cresce il valore dei diritti della Champions e più diminuisce quello dei campionati. Questo avviene per l’enorme gigantismo di una competizione che andrebbe a conquistare date e partite. Questo consentirebbe alla Champions di diventare più attrattiva, sottraendo però risorse alle leghe nazionali“, aggiunge. “Mi auguro questa contrarietà non venga considerata come una presa di posizione per difendere un vecchie sistema da parte delle cinque leghe principali. Siamo fiduciosi, riteniamo che la riforma così come è stata concepita non può proseguire ma siamo ben lieti di sederci ad un tavolo per un confronto”, conclude De Siervo.