La vittoria sull’Estonia ha restituito entusiasmo e fiducia alla Nazionale italiana, al debutto con Gennaro Gattuso in panchina. A sottolinearlo è stato Gian Piero Ventura, ex Ct azzurro.
“La partita contro l’Estonia è stata bella soprattutto dal punto di vista della voglia. Ho avuto la sensazione che ci fosse una grande disponibilità reciproca. Gattuso ha riportato serenità, fiducia e un pizzico di allegria. Si è rivisto spirito di sacrificio ed entusiasmo: tutti segnali positivi, mi auguro sia l’inizio di qualcosa”, ha spiegato Ventura.
Fiducia in vista di Israele
Gli azzurri torneranno in campo contro Israele a Debrecen, in Ungheria, in un match che potrebbe rivelarsi già decisivo per la corsa al Mondiale.
“La Nazionale ha sempre l’obbligo di vincere. Israele è un avversario delicato perché arriviamo da un periodo difficile. Non si può sbagliare, altrimenti diventerebbe una salita durissima. Ma è un avversario alla portata degli azzurri. Con l’Estonia tutti sono entrati e usciti col sorriso e credo che stasera non vedano l’ora di scendere di nuovo in campo”, ha aggiunto l’ex Ct.
Anche i bookmaker confermano l’ottimismo: la vittoria dell’Italia è data a 1,38, con il pareggio a 4,90 e il successo israeliano a 7,75. Il risultato più probabile è il 2-0 per gli azzurri, quotato a 7.
Kean-Retegui, la coppia che piace
Ventura ha espresso parole di apprezzamento per il tandem d’attacco formato da Moise Kean e Mateo Retegui, protagonisti del nuovo assetto offensivo voluto da Gattuso.
“Retegui è andato in Arabia Saudita, ma non ha avuto il tempo di cambiare. Kean non lo sposti neanche con un trattore, Retegui legge le traiettorie prima che arrivino. Ho giocato per tanti anni con le due punte e mi ha fatto piacere vedere tanti cross dagli esterni: 4 gol su 5 sono arrivati di testa. Quando c’è qualità, supportata da convinzione e serenità interiore, riesci a fare ciò che lo stress spesso non permette”.
A conferma, i quotisti offrono il gol di Kean a 2 volte la posta, quello di Retegui a 1,80.
L’allarme di Ventura: “Non pensiamo a un terzo Mondiale senza Italia”
Nonostante l’ottimismo sul presente, Ventura ha lanciato un monito sul futuro del calcio italiano:
“A una terza assenza di fila dai Mondiali non voglio neanche pensarci. Dopo la prima mancata qualificazione si è parlato solo dell’allenatore, ma il sistema deve cambiare. Nel 2006 i panchinari dell’Italia si chiamavano Del Piero, Inzaghi, Gilardino. Oggi parliamo di speranza di andarci, quando un tempo andavamo al Mondiale per vincere. Serve creare i presupposti per tornare grandi”.
Tra fiducia e preoccupazioni, Ventura ha promosso i primi passi dell’Italia di Gattuso, sottolineando la ritrovata serenità del gruppo e la forza della nuova coppia d’attacco. Ma il messaggio è chiaro: per tornare grandi non bastano entusiasmo e buone prestazioni, serve un cambio di sistema profondo.
