“L’importante è che non sei juventino”. Una frase che si sente pronunciare spesso, sui social e non. Mittente? Un tifoso qualsiasi, ovviamente non di fede bianconera. E se a farlo è un ex calciatore dell’Inter, da anni conosciutissimo ed esperto opinionista? Apriti cielo. Ma accade sempre, d’altronde. Ormai è questo il mondo. Quello delle frasi fatte e del falso moralismo. Quello delle accuse, delle polemiche, quello che vede “marcio” ovunque e che si scandalizza se Cristiano Ronaldo cambia taglio di capelli o se Ibrahimovic gira per casa in mutande (sono esempi eh, specifichiamo onde evitare di essere fraintesi. APPUNTO!)
“L’importante è che non sei juventino”, Bergomi nella bufera: il ‘fuorionda’ scatena il caos [VIDEO]
La frase riportata sopra (“L’importante è che non sei juventino”) è stata pronunciata da Beppe Bergomi, tra i migliori difensori italiani della sua generazione, colonna e bandiera dell’Inter e da tantissimi anni opinionista e commentatore di Sky. E’ proprio a causa di questo suo ruolo che ricopre che, secondo “loro”, l’ex calciatore non avrebbe dovuto pronunciare quella frase. Non avrebbe dovuto. Già. Come se avesse insultato o minacciato di morte qualcuno in mondovisione. Una battuta, la sua, ironica, tra l’altro pronunciata senza sapere di essere ripreso.
E proprio qua sta il punto. A differenza di tanti altri suoi colleghi ex calciatori, legati ad una squadra in particolare per il passato o per il tifo, lui è sincero. E’ stato una bandiera dell’Inter e non ha mai fatto modo di nasconderlo, anche davanti alle tv. Lo ha fatto non deridendo mai nessuno, anzi sempre in maniera elegante e nel suo stile. Ce ne fossero come lui, portavoce di un calcio vero e genuino. Meno costruito, banale, regolarizzato. Più libero, sincero. Questo, d’altronde, è il calcio. Per tanti, un po’ come un grande amore, uno di quelli da custodire. Così è per Bergomi. In tante situazioni, però, andrebbe vissuto più come un amante. Anzi, come direbbe il buon Giacomino: “Se mi sposo? Sì, ma niente di serio…”.
I tifosi, magari proprio quelli che si indignano per una frase di Bergomi, sono gli stessi che poi si lamentano del fatto che nel calcio di oggi non ci siano più bandiere, passioni, identità. Che si lamentano di telecronisti e commentatori “piatti”, o ancora meglio “politicamente corretti”. Ma, soprattutto, sono gli stessi che volevano che l’Atalanta si fermasse sabato in casa del Torino…
Vincere o stravincere, l’eterno dilemma: falso moralismo e frasi fatte, ma ha ragione Gasperini
Ricordiamolo: il calcio è la cosa più importante tra le meno importanti. Importante, forse, per chi lo rende tale, per chi ci lavora con questo, per chi “sta dietro le quinte”. Ma non così tanto (appunto ultima). Non a tal punto da renderla pesante, da “indignarsi” per una simpatica battuta. “Se mi sposo? Sì, ma niente di serio…”
