Cagliari, decisiva la “zona Cesarini”: ma stavolta a condannare è la “zona Caicedo”

Cagliari, non è più "zona Cesarini": decisiva questa volta la "zona Caicedo" e i minuti di recupero diventato decisivi, in senso negativo questa volta

Da “zona Cesarini” a “zona Caicedo” è un attimo. Questa volta per il Cagliari sono stati fatali i minuti di recupero, la squadra rossoblu ha subito una clamorosa rimonta da 1-0 a 1-2 negli istanti finali del match contro la Lazio. Alla Sardegna Arena si sono trovate di fronte due belle realtà del campionato italiano, che stanno facendo sognare i propri tifosi e rendendo appassionante la lotta Scudetto e Champions League. Rossoblu e biancocelesti non sono due squadre che mollano, lo hanno dimostrato anche ieri sconvolgendo il risultato proprio nei minuti di recupero.

Come detto in precedenza, il posticipo del lunedì sera ha portato lacrime in casa Cagliari. Al contrario di quanto successo contro la Sampdoria (quando Cerri firmò la rete del sorpasso al 96′), a pochi secondi dal triplice fischio, il pareggio si è trasformato in sconfitta e per i tifosi del Casteddu è stata una doccia gelata. Ormai sta diventando una consuetudine per i sardi vivere col cuore in gola i giri di lancette finali, visto che da tre partite consecutive (è accaduto anche a Lecce che i pugliesi rimontassero 2-2 nel recupero) si verifica un episodio decisivo a ridosso, oppure oltre, il novantesimo.

A Napoli era stato invece Lucas Castro a regalare la vittoria agli isolani, con una rete all’87’ che permise di espugnare il San Paolo. Ieri sera però contro la Lazio ha avuto la meglio la legge della “zona Caicedo“: la ‘Pantera’ capitolina, così come contro la Juventus, è stata mandata in campo nella ripresa dal tecnico Simone Inzaghi ed ha firmato la rete e tempo scaduto. E’ questo il bello, ma anche il brutto del calcio, uno sport in grado di regalare sorprese da un momento all’altro. L’unica cosa certa è che, come diceva il caro Boskok, “la partita finisce quando l’arbitro fischia!”.