Il calciomercato italiano ha ufficialmente chiuso i battenti. E’ finito senza i tanto acclamati botti finali, ma come sempre fino all’ultimo minuto disponibile sono state tante le trattative riuscite e quelle saltate per un dettaglio. Adesso quel che fatto è fatto, ci si rivede a Gennaio per la sessione invernale, nel frattempo CalcioWeb da i suoi voti a questo movimentato mercato estivo delle venti squadre di Serie A.
ATALANTA, voto 5,5: Pochi ritocchi al giocattolo di Colantuono, che in pratica, dei titolari ha perso solamente Biondini tornato al Genoa per fine prestito. Innesti all’insegna dell’esperienza per i bergamaschi, che hanno puntellato la difesa con Yepes svincolatosi dal Milan e il centrocampo con l’arrivo di Migliaccio dalla Fiorentina. In prospettiva futura messi a segno i colpi: Costantin Nica, terzino rumeno classe ’93, e Daniele Baselli (92) centrocampista di qualità cresciuto proprio nelle giovanili della Dea, riscattato dalla comproprietà col Cittadella.
BOLOGNA, voto 6,5: I Felsinei hanno operato molto bene. Blindati i giocatori simbolo Diamanti e Kone, i rossoblu sono arrivati prima di tutti nella corsa a Rolando Bianchi, colpo a parametro zero utile a rimpiazzare il ruolo di prima punta vacante dopo il ritorno a Genova di Gilardino. Nell’affare che ha portato Taider all’Inter poi, è arrivato il talento Laxalt, insieme a lui i giovani Alibec e Yaisien, in compagnia di due più navigati come Mantovani, dal Palermo, e dell’occasione Cech, terzino sinistro ceco in forza al Trabzonspor.
CAGLIARI, voto 5: Praticamente il mercato non è mai iniziato. I sardi si erano lasciati alle spalle la passata stagione con mille difficoltà. Ancora senza stadio, il nuovo campionato è partito con troppi punti interrogativi e il mercato ne ha risentito. Molto poco in entrata con gli arrivi dei difensori Oikonomou e Ibraimi, mentre in uscita si segnala la partenza di Thiago Ribeiro accasatosi al Santos. I gioielli di casa invece sono stati protetti fino all’ultimo minuto del calciomercato dal presidente Cellino, che non volendo dare ulteriori dispiaceri ai propri tifosi, ha fatto un sacrificio mantenendo intatta un’ottima squadra, con un gruppo granitico guidato al meglio da un’allenatore giovane che ha tanta voglia di diventare grande.
CATANIA, voto 6,5: Colpi di scena fino alla fine per il Catania: grazie ad un ritocco sull’ingaggio, Bergessio è rimasto ed ha prolungato il suo contratto dopo i numerosi corteggiamenti da parte di piazze più blasonate; ma la vera sorpresa è arrivata da un altro beniamino del pubblico etneo, sembrava infatti ormai un’affare fatto quello tra Barrientos e l’Al-Jaish, e invece allo scadere del mercato, l’argentino ci ha ripensato ed è rimasto alla corte di Maran. L’ultimo movimentatissimo giorno dei catanesi ha visto arrivare poi il centrocampista Plasil dal Bordeaux e l’esterno sinistro della nazionale under 21 Cristiano Biraghi.
Se ne parlava da diversi anni e alla fine è successo: Francesco Lodi, dopo stagioni fantastiche ha lasciato Catania per accasarsi al Genoa, e al suo posto a raccogliere una pesante eredità è arrivato il greco Tachtsidis, che si contenderà il posto con l’altro nuovo arrivo Tiberio Guarente. Dalla Grecia e precisamente dal Panathinaikos è arrivato anche l’esterno d’attacco Leto.
Ovviamente insieme agli altri, parlando di Catania, non poteva mancare un pacchetto di argentini a rimpinguarne la colonia: la difesa catanese ballerà ancora di più il tango con il duo Monzon, Peruzzi di cui gli addetti ai lavori parlano un gran bene, e il centrocampista Freire.
CHIEVO, voto 5: Tante scommesse, poche certezze. Rischioso il mercato Clivense con tanti giovani in entrata e gente che poco conosce la categoria. In difesa le scommesse si chiamano Pamic, Kupisz, Aldorovaldi e Calello. A centrocampo gente più conosciuta rappresenta invece il “grosso” del mercato veronese: come Sestu, Estigarribia e Radovanovic. Il reparto avanzato invece pesa quasi esclusivamente sul duo Thereau-Paloschi, infatti dopo i movimenti minori di Improta e Acosty con la Juve Stabia, sul finire di mercato è arrivato il solo Ardemagni, reduce da una stagione straordinaria in B col Modena.
FIORENTINA, voto 7,5: Con inevitabili sacrifici Pradè è riuscito, per il secondo anno consecutivo, a fare un mercato straordinario. Il cash è arrivato principalmente dalla cessione, dolorosa, ma inevitabile, di Jovetic, 26 i milioni incassati che hanno permesso ai viola di realizzare un colpo storico: Super Mario Gomez, campione di tutto col Bayern, si è legato a Firenze e alla Fiorentina per i prossimi 4 anni, riaccendendo l’entusiasmo della Fiesole. Oltre al bomber tedesco sono arrivati: Ambrosini, svincolato dal Milan, a portare ulteriore mestiere al centrocampo viola; Joaquin, in rotta col Malaga, il trequartista spagnolo porta ulteriore qualità al gioco di Montella; stesso discorso vale per Ilicic, acquistato per 9 milioni dal Palermo.
Costretta nel finale anche la cessione del talento Ljajic, per cui erano emersi problemi sul rinnovo, e che per non ripetere un altro “caso Montolivo” è stato ceduto alla Roma, così al suo posto è arrivato un grande prospetto del calcio europeo: Ante Rebic, forte attaccante croato del RNK Spalato.
La ciliegina sulla torta per concludere al meglio il gran mercato viola sarebbe stato l’acquisto del portiere.
GENOA, voto 6,5: Le rivoluzioni in casa Genoa non fanno più notizia, come sempre tanti buoni acquisti, ma anche tanta confusione. Il manico è stato affidato all’inesperto Liverani, e per contare i movimenti in entrata e in uscita, serve come sempre un pallottoliere.
Senza soffermarci sui ritorni dai prestiti di Gilardino e Perin, solo nell’ultimo giorno di mercato il Genoa ha acquistato 7 giocatori! Oggi infatti dopo il colpaccio Centurion, sono arrivati: Jawad, Tommasone, Stoian, Fetfatzidis, Calaiò e Bizzarri.
Una fatica analizzare il mercato del Grifone, che nella sessione estiva si era già portata a casa: in difesa Marchese, Gamberini, Antonini e i giovani talenti De Maio dal Brescia, assieme a Vrsalijko, considerato il Maicon dell’est, arrivato dalla Dinamo Zagabria; il centrocampo è stato affidato ai piedi esperti dell’ex Catania Lodi, in ottima compagnia dei nuovi Santana, Cofie e Matuzalem; in attacco infine è arrivato anche lo sponsorizzato senegalese Konaté del Kuban Krasnodar.
INTER, voto 6,5: Per le ricostruzioni bisogna avere pazienza, ma la strada intrapresa dall’Inter per ripartire è quella giusta. Senza colpi altisonanti, Mazzarri ha impresso il suo marchio ai nerazzurri. Mercato linea verde condito da fedelissimi, questa la ricetta: con Wallace, Andreolli, Botta, Taider, Belfodil e Icardi a portare una ventata d’aria fresca ad Appiano Gentile, e Campagnaro e Rolando compresi nel trasloco del tecnico livornese da Napoli. Work in progress…
JUVENTUS, voto 7: Il 7 è tutto per il “capolavoro” Tevez, il tanto atteso top player che a cifre modiche è arrivato finalmente a Torino e per questo va fatto un doveroso chapeau alla coppia Marotta-Paratici per come ha proseguito la trattativa con cautela e ostinazione, in realtà però quel 7 sarebbe potuto diventare un 10 qualora fosse arrivato l’esterno tanto bramato da Conte. Già, dopo un inizio scoppiettante con l’arrivo dell’argentino appunto, l’affare Llorente, strappato senza mettere mano al portafogli all’Atlethic Bilbao e l’oneroso arrivo di Ogbonna dal Toro (12 milioni) la dirigenza bianconera si è un pò adagiata sugli allori e il suo insaziabile tecnico ha storto il naso.
In Italia la Juve rimane, senza alibi, la favorita, ma la società ha chiesto al proprio tecnico di eccellere finalmente in Europa dopo aver ricostruito una Juve vincente in patria, e senza se i bianconeri hanno qualcosa in meno rispetto alle big europee. Il malumore del tecnico leccese è stato esagerato e mosso da cessioni forzate, ma l’offerta del Sunderland per Giaccherini è di quelle che difficilmente ti ricapitano, quindi nonostante fosse stato un pupillo di Conte la cessione del tuttofare romagnolo è condivisibile, come anche quella di Matri, perché uno tra i sei attaccanti doveva pur partire ed è toccato a lui vista l’offerta di 12 milioni, e l’unica appunto che magari può essere mosso alla dirigenza magari è di averlo venduto ad una diretta concorrente.
Per arrivare ai livelli delle grandi europee con le casse italiane bisogna costruire dal basso e avere pazienza, a sostegno di questa tesi blindati i talenti di Zaza e Gabbiadini per il futuro, assieme a quello che a Vinovo si augurano essere un colpo “alla Pogba”, ossia l’acquisto di Sergio Buenacasa, talento classe ’96 in uscita dalla Masia blaugrana.
LAZIO, voto 6,5: Non ditegli che la sua politica va al risparmio o che non vuole spendere soldi, potrebbe andare su tutte le furie. Claudio Lotito quest’anno gli investimenti per la sua Lazio li ha fatti eccome. Il passivo delle casse biancocelesti tra entrate e uscite è di 10 milioni di euro. Alleggeritosi di ingaggi pesanti, di Zarate e Foggia, mantenuti senza avere nulla in cambio, quello laziale è un mercato che parla esclusivamente straniero.
Il colpaccio è stato senza dubbio Felipe Anderson, talento del Santos, sbarcato a Roma per 8,2 milioni. Non meno ad effetto però il colpo Biglia, 7 i milioni per assicurarsi il geometra dell’Anderlecht, che ha portato quantità e qualità al centrocampo.
Punti interrogativi in difesa con gli acquisti degli svincolati brasiliani Vinicius e Novaretti. Il colpo che tutti si attendevano però doveva arrivare in attacco e il ds Tare ci ha provato fino all’ultimo a portare a Formello Burak Ylmaz, ma dopo vari tira e molla con lo scoccare della fine vicino, la dirigenza ha perso la pazienza occupando l’ultimo posto da extracomunitario con Perea, attaccante classe 93 del Deportivo Cali.
LIVORNO, voto 6-: La salvezza rimane un’impresa dura, ma gli arrivi di Emeghara, Biagianti e Coda potrebbero risultare, con un innesto per reparto, utili alla causa degli amaranto. Che per raggiungere il tanto agognato obiettivo si erano già assicurati Bardi, tra i pali, Rinaudo e Piccini per la difesa, e i colpi Greco e Ruben Botta a centrocampo.
MILAN, voto 7: Il copione è sempre lo stesso: la sud che contesta con cori e striscioni per un mercato sottotono e Galliani che nel frattempo aspetta le ultime ore disponibili per usufruire degli extra saldi. Furbo lui, che nel finale si è portato a casa Matri, arrivo contestato dai tifosi, ma che alla Juve sanno: i suoi pochi gol partendo dalla panchina, in due stagioni, sono risultati fondamentali per le conquiste dei due tricolori di fila, e se Marotta aveva dovuto sborsare ben 17 milioni per assicurarsi l’attaccante lodigiano, all’ad rossonero ne sono serviti 6 in meno per far togliere uno sfizio che Allegri aveva da tempo.
Poi con il colpo da copertina ha subito riconquistato i propri tifosi, impazziti di gioia per il ritorno a Milanello del figliol prodigo Kakà, regalato dal Real Madrid, e con decurtazione dell’ingaggio a 4,5 più bonus rispetto ai 10 di Madrid, che potrebbe rivelarsi un gran colpo utile a riscrivere gli obiettivi stagionali del Milan, che dubitiamo fossero mai stati “solo” rivolti per il terzo posto.
I primi ad arrivare in estate erano stati Poli, Saponara e Vergara, che hanno per così dire “svecchiato” la rosa.
Probabilmente qualcosa in più poteva essere fatta in difesa, reparto che va assolutamente collaudato, che con il solo arrivo di Silvestre, reduce da un stagione disastrosa con l’Inter, rappresenta il reparto più vulnerabile dei rossoneri.
NAPOLI, voto 8: Un mercato che sa di dichiarazione d’intenti, voglia di vincere traspare tutta nelle cifre da capogiro del mercato partenopeo. Incassati i 64 milioni dalla cessione di Cavani, la rivoluzione in casa Napoli ha preso il via con un nuovo allenatore in cerca di riscatto in Italia e non solo: Rafa Benitez.
Eccezion fatta per Reina, svincolato dal Liverpool, il Napoli ha speso su tutti i fronti. Partendo dai 5 milioni per l’acquisizione del promettente portiere Rafael del Santos, che ha solo anticipato l’acquisto del pacchetto made in Madrid che ha fatto decollare alle stelle l’entusiasmo della piazza.
Il colpo, inutile sottolinearlo, si chiama Gonzalo Higuain, 37 i milioni spesi per portare il centravanti argentino sotto il Vesuvio. Ma da Madrid non solo el Pipita, anche l’esterno dal talento cristallino Josè Maria Callejon e l’esperto difensore Raul Albiol.
A completare il reparto avanzato per andare avanti in tre competizioni anche i giovani talenti: Mertens, funambolico esterno belga, e Duvan Zapata, attaccante colombiano dell’Estudiantes, che è un grosso acquisto in prospettiva futura, visto il prezzo dell’operazione.
PARMA, voto 6,5: Parola d’ordine per i ducali: portare esperienze e nomi importanti. Su tutti Antonio Cassano, arrivato nell’affare Belfodil, el pibe di Bari non può più sbagliare, come lui stesso ha detto “se sbaglio ancora sono da rinchiudere”, i tifosi emiliani e Donadoni si augurano gli faccia bene l’aria di periferia.
Assieme a lui, altri volti noti: Cassani e Felipe, via Fiorentina; Munari dalla Samp e Gargano dal Napoli a portare polmoni ed esperienza al centrocampo; e Ghezzal nel reparto avanzato, come vice-Amauri.
ROMA, voto 8,5: L’oscar del mercato, alla fine potrebbe essere proprio dei giallorossi. Sotto i colpi della contestazione da parte della tifoseria, il ds Sabatini ha messo su una ottima rosa e un saldo in positivo grazie alle cessioni onerose di Lamela, Marquinhos e Osvaldo. Alla base del nuovo progetto, un allenatore tosto che tanto bene ha fatto in patria, il francese Rudi Garcia.
Il delicato ruolo di portiere, dopo le negative esperienze degli ultimi anni, è stato affidato al navigato Morgan De Sanctis, a cui è stato affiancato il giovane polacco Skorupski.
Il colpo di Sabatini si chama Maicon, il ritrovato carrarmato ex Inter in rotta col City, svincolato e con la voglia matta di giocare i mondiali in Brasile. Con 13 milioni poi la difesa ha trovato Benatia e con 5 il giovane prospetto croato Jedvaj, centrale della Dinamo Zagabria.
I veri colpi riservati dalla dirigenza all’idea di gioco che ha in mente Garcia sono però dalla cintola in su. Il tecnico francese ha ritrovato Gervinho, suo pupillo dei tempi del titolo col Lille. Sempre sugli esterni negli ultimi giorni è arrivato Adem Ljajic, che eredita la maglia di Lamela, sbarcato al Tottenham. E nei tre di centrocampo Strootman, talento della nazionale olandese, rappresenta l’acquisto più oneroso della ricostruzione romana con 16,5 milioni di euro.
SAMPDORIA, voto 6: Pochi e di qualità gli acquisti in casa Samp. Su tutti quello di Manolo Gabbiadini, dopo un’asta con mezza Serie A.
Per difesa e attacco dal Milan sono arrivati in prestito gli ottimi Salamon e Petagna, e a centrocampo a colmare la cessione di Poli, è arrivato nell’ultimo giorno utile Bjarnason dal Pescara.
Nuova linfa sull’out di sinistra con il colpaccio Vasco Regini, astro nascente arrivato dall’Empoli, e Wzolek talento polacco. Infine il centrocampo è stato completato con il ritorno di Eramo, dopo l’ottima stagione in prestito col Crotone, e Barillà acquistato dalla Reggina all’ultimo secondo del mercato.
SASSUOLO, voto 6,5: Ottimo il mercato degli emiliani, che devono assolutamente colmare il gap per non fare brutte figure alla prima stagione in A. Gli ultimi in ordine di arrivo sono stati: Pegolo, conteso col Torino; Floro Flores, ai margini del nuovo Genoa di Liverani; e Schelotto dall’Inter per l’out di destra.
Tanti gli affari con la Juve: oltre al bomber Zaza, è arrivato Marrone in comproprietà, assieme a Chibsah e Ziegler.
Ma il mercato neroverde si era aperto con gli ottimi arrivi di Acerbi dal Chievo e Kurtic dal Palermo. Il mercato ha portato i suoi frutti, adesso si attendono le risposte del campo per una stagione molto impegnativa.
TORINO, voto 5,5: Rimpiazzare Bianchi e Ogbonna non è semplice, mettici anche la vicenda Gillet che ha lasciato la porta sguarnita, diventa tutto problematico. Forse il mercato del Toro poteva regalare ai tifosi granata qualcosa in più.
Tra i pali dopo gli estenuanti corteggiamenti a Pegolo e Sorrentino, è arrivato il solo Padelli dall’Udinese, e la difesa è stata arricchita con gli esperti Pasquale, Bovo e Moretti, accompagnati dall’inedito Maksimovic arrivato dalla Stella Rossa di Belgrado. El Kaddouri e Farnerud possono rappresentare due intriganti scommesse; mentre davanti per Immobile si tratta della stagione della consacrazione, con Larrondo pronto a sostituirlo.
UDINESE, voto 5: Il voto non è più basso soltanto perchè i bianconeri sono riusciti a trattenere Muriel, ma il mercato dei friulani non può dirsi soddisfacente ed è stato certamente inadeguato per affrontare un’Europa League in cui l’Udinese è stata eliminata prematuramente. Kelava e Nico Lopez sono gli unici acquisti per Guidolin, il primo è un portiere, il secondo è arrivato dalla Roma nell’ambito dell’operazione che ha portato Benatia in giallorosso. Oltre al marocchino sono stati ceduti Padelli, Angella, Faraoni, Pasquale e Coda.
VERONA, voto 7: Toni e Jankovic sono due acquisti importantissimi, ma Gonzalez, Donati, Donadel, Rubin, Longo ed Iturbe non sono da meno. Tra le cessioni vanno annoverate quelle di Crespo, Nielsen, Ceccarelli, Ferrari, Carrozza e Grossi.