Coronavirus, Albiol: “sono negativo, ma qui si piange. In tutto il mondo è una sofferenza”

L'ex Napoli Albiol parla dell'emergenza Coronavirus, il difensore affronta la situazione dell'epidemia e del passato al Napoli

Albiol è stato per lungo tempo un punto di riferimento per il Napoli, poi ha iniziato l’avventura con la maglia del Villarreal. Anche la Liga si è fermata a causa dell’emergenza Coronavirus, in Spagna la situazione è delicata. Il calciatore ha affrontato l’argomento e parlato anche del club azzurro, come riporta ‘Il Corriere dello Sport’.

L’EMERGENZA“Quello che sta capitando è incredibile, tante persone sono contagiate e tante sono morte e stanno morendo. Voi siete due settimane avanti, ma ora anche qui le terapie intensive sono in sofferenza e negli ospedali mancano attrezzature, respiratori e mascherine. Io ho fatto il tampone, sono negativo. Ma sono chiuso in casa, spero al sicuro. Bisogna restare uniti e in casa aspettando che finisca questa specie di guerra biologica. Piango ascoltando le esperienze della gente e guardando le immagini trasmesse. In tutto il mondo è una sofferenza. Calcio fermo? Non so cosa accadrà, è ovvio che coi club che perderanno soldi e noi fermo, credo sia la soluzione migliore il taglio degli ingaggi ai calciatori. Conosco persone contagiate, ma per fortuna stanno abbastanza bene. Ho letto anche di Pepe, Reina, ma non l’ho ancora sentito”. 

SU NAPOLI“Napoli manca a me, a mia moglie e ai miei figli. Quando questo casino finirà, perché finirà, torneremo”. Mertens e Callejon sono in scadenza di contratto. “Dries è un fenomeno, è speciale. E’ un top, un crack: anche con Benitez entrava dalla panchina e ti cambiava la partita. E’ sempre parso chiaro che fosse diverso dagli altri, a prescindere dal record di gol: tutti vogliamo vederlo ancora con la maglia del Napoli, me compreso, ma è ovvio che la scelta spetta a lui. E sarà una scelta di vita. José non ha più 22 anni e deve fare una scelta complessiva, familiare. Comunque, ora è impossibile parlare di mercato”. 

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