Coronavirus, Parma e SPAL non entrano in campo: gli aggiornamenti

Parma-SPAL non si dovrebbe giocare. Le due squadre non entrano in campo e tutto il campionato di Serie A è a rischio sospensione

PARMA-SPAL bloccate al momento di scendere in campo. Mentre al Tardini risuonava la marcia trionfale dell’Aida per accogliere i giocatori, le due squadre sono ritornate negli spogliatoi e sono in attesa di capire se giocare o meno dopo la richiesta del ministro Spadafora che ha proposta l’immediata sospensione del campionato. Gli arbitri hanno chiesto alle due squadre di ritardare l’ingresso in campo, in attesa di comunicazioni. La decisione ufficiale dovrebbe essere presa entro le 13.

“La FIGC valuti lo STOP immediato della SERIE A“. Lo scrive su Facebook Vincenzo Spadafora, ministro dello sport. “Condivido le dichiarazioni di Damiano Tommasi, Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori, e mi unisco alla sua richiesta– aggiunge-. Non ha senso in questo momento, mentre chiediamo enormi sacrifici ai cittadini per impedire la diffusione del contagio, mettere a rischio la salute dei giocatori, degli arbitri, dei tecnici, dei tifosi che sicuramente si raduneranno per vedere le partite, solo per non sospendere temporaneamente il calcio e intaccare gli interessi che ruotano attorno ad esso”. “Altre Federazioni hanno saggiamente optato per uno stop per i prossimi giorni– sottolinea-. Credo sia dovere del presidente della FIGC, Gravina, un supplemento di riflessione, senza attendere il primo caso di contagio, prima di assumersi questa gravosa responsabilità. Del resto, ancora prima che la situazione diventasse cosi’ drammatica per il Paese, la Lega di Serie A e Sky si erano già rifiutate di concedere a migliaia di italiani, costretti loro malgrado a restare a casa, di poter vedere in chiaro le partite, nascondendosi dietro presunte difficoltà normative che con l’autentica disponibilità di tutti si sarebbero potute ampiamente superare”.

“Nei vari contatti di ieri, infatti- prosegue-, anche grazie alla collaborazione di Rai e Mediaset, si era arrivati vicini ad una soluzione equa per tutti gli attori e soprattutto di grande conforto per i tanti cittadini appassionati di calcio. E invece sono prevalsi gli interessi economici di realtà che pretendono di godere da sempre di un trattamento privilegiato e che vivono ormai fuori dalla realtà. Le società di calcio piuttosto valutino come superare le clausole vessatorie già all’attenzione dell’Antitrust per provvedere al rimborso degli abbonamenti e dei biglietti venduti per le prossime partite. Prenderò in considerazione nei prossimi giorni ogni iniziativa utile anche legislativa per mettere ordine in un mondo che rischia di non rappresentare più valori etici e morali ai quali vorremmo che si ispirasse sempre”.

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