Dybala esce sempre, Cristiano Ronaldo mai: ma non era ‘uno dei tanti’? L’argentino può fare strani pensieri…

Ennesima sostituzione in stagione per Dybala. Cristiano Ronaldo, invece, resta sempre in campo. Esistono gli intoccabili nel calcio?

The Untouchables, ovvero gli intoccabili. Esistono nel calcio? A quanto pare sì. Precisamente alla Juventus. Tutto ebbe inizio con la sostituzione di Cristiano Ronaldo durante la partita contro il Milan dello scorso novembre. Al minuto 55 si grida al sacrilegio. Sarri ha la malsana idea di togliere dal campo il fuoriclasse portoghese, autore di una prestazione incolore. Al suo posto entra Dybala che, tra le altre cose, realizzerà la rete decisiva. E CR7? Si infuria, lascia lo Stadium qualche minuto prima della fine della partita. Non la prende affatto bene. E nei giorni a seguire altre polemiche. Sarri non può togliere Ronaldo dal campo. Arrivano la reazione delle sorelle del portoghese e le critiche dei tifosi. Un totem, una figura sacra che nessuno deve permettersi di toccare. E se Sarri si era concesso il lusso di farlo qualcuno lo avrà fatto tornare sui suoi passi. Eppure su queste pagine avevamo esaltato la scelta del tecnico, l’unico capace di trattare il portoghese come uno dei tanti, ma evidentemente a qualcuno non è andata giù (sponsor, Ronaldo stesso, società).

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E allora è arrivato qualche ordine dall’alto. No, non Gesù Cristo, nonostante Cristiano Ronaldo sia considerato un Dio. Più che altro la società. E Sarri è stato obbligato (pardon) ha scelto, di “far fuori” Dybala, uno “normale”. Contro la Roma, così come contro il Parma. All’Olimpico da migliore in campo, ieri dopo un ottimo secondo tempo. E la reazione? Beh, sempre la stessa. E ci mancherebbe. Il povero Dybala sa che prima o poi arriverà quel momento. Quello in cui la lavagnetta luminosa si alzerà ad indicare il suo numero, il 10. L’attaccante argentino è stato sostituito a dieci minuti dalla fine. Ha fatto quasi tutta la partita diranno in tanti. Sì, ma fatto sta che esce sempre lui. Lasciando il campo Dybala ha abbassato la testa, scuro in volto ha stretto la mano a Sarri, ma si è diretto verso la panchina dove ha poi gettato con stizza i guanti a terra.

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E Sarri? Un commento tra l’ironico e il seccato nel post-partita, a placare gli animi: “Dybala? Pazienza se è arrabbiato, vado a letto e dormo comunque. Magari è arrabbiato per altre cose, voi giornalisti alle volte ci costruite delle telenovele… Avete presente quando tuo figlio fa una ca*** e gli parli seriamente a tavola? Poi rimane pur sempre tuo figlio. Non va scuoiato oggi, come non andava scuoiato l’altra volta”. Ma sì, lasciamo correre. E’ vero che essere un campione comporta delle responsabilità, ma è vero anche che se sei un campione a parlare deve essere il campo. E non sempre le prestazioni di Cristiano Ronaldo sono state esaltanti a tal punto da giustificare la sua permanenza sul terreno di gioco. Quando segna doppiette e triplette giù il cappello, ma quando è avulso dal gioco è sempre rimasto in campo, tranne contro il Milan. E allora possiamo capire le ultime reazioni di Dybala. Un calciatore al quale viene levato il pallone. Si sentirà così il povero Paulo quando vede alzarsi quella lavagnetta. E nella sua testa aleggia un pensiero: “Ma chi me lo fa fare? Potrei andare via”. Già, occhio a scherzare col fuoco. Sarri, società Juventus, occhio. Perché Dybala potrebbe prendere una decisione drastica. Mentre Ronaldo rimarrà lì. In campo, come sempre. D’altronde CR7 è uno degli Untouchables.

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