Katidis diventa un caso: dal calciomercato al Parlamento

L’arrivo del centrocampista greco Georgos Katidis al Novara ha suscitato più di qualche polemica, il calciatore era già stato radiato dal giro della nazionale greca per aver “esultato” con il saluto romano dopo un gol con la maglia dell’AEK Atene. Era il 16 marzo e da allora le polemiche sono cresciute di giorno in giorno, non sono bastate le scuse del centrocampiste e addirittura il tatuaggio di ammissione di colpa, con la scritta “My mistake”, il mio errore.

Il ds del Novara, Massimo De Salvo ha provato a mediare, dicendo che comunque la società non avrebbe minimizzato il gesto del ragazzo, ma che adesso vedendolo perfettamente conscio del significato del suo insulso gesto, ha deciso di dargli una seconda opportunità. La Federazione greca, non vuole passare sopra questo gesto come fa il Novara, e il caso è finito addirittura in Parlamento.

Il parlamentare Lavagno di SEL ha presentato ai ministri Josefa Idem (dello Sport) e Angelino Alfano (dell’interno) un’interrogazione urgente sottolineando la gravità dell’accaduto: “E’ molto grave che il Novara minimizzi le polemiche suscitate dall’acquisto del giocatore Georgos Katidis, espulso dalle nazionali del suo paese per un saluto nazista. Mi auguro che Lega e FGIC intervengano per evitare ogni forma di tolleranza verso comportamenti ingiustificabili.”

Rincara la dose Anna Cardano, presidente dell’Anpi (associazione nazionale partigiani italia): “Le scuse, da sole, non bastano. Servono prese di posizione ferme contro cori, insulti e rituali nazifascisti e razzisti. Società e calciatori hanno una grande responsabilità umana, prima che sportiva, sono personaggi pubblici e i loro gesti diventano esemplari e le loro parole autorevoli.”

Aspettando che il dibattito si concluda, una sola cosa è certa: il calcio italiano non ha bisogno di altri cattivi esempi