La giustizia della Var, finalmente una Serie A senza ombre. Si lamenta (chissà perchè…) solo la Juve

La giustizia della Var ci regala un calcio migliore: più bello, più spettacolare, soprattutto più sano e pulito. La rivoluzione della tecnologia, attesa e giustamente pretesa da decenni di battaglie, ci sta regalando gli effetti che tutti ci aspettavamo: gli arbitri hanno l’aiuto della tecnologia e così sbagliano molto di meno rispetto a prima, non esiste più alcun dubbio sui gol-non gol (i palloni che rimbalzano sulla linea di porta o vengono respinti da difensori e/o portieri proprio al limite), sui fuorigioco e sulla posizione di falli (ad esempio dentro o fuori area). Non esiste più la possibilità che un calciatore commetta un brutto fallo a palla lontana con l’arbitro girato di spalle, perché le telecamere vedono tutto. Resta ovviamente la discrezione soggettiva dell’arbitro sui falli, ma le immagini dei replay aiutano molto ad assumere la decisione più giusta anche in questi casi. Insomma, non c’è alcuna controindicazione.

LaPresse/Fabio Ferrari
LaPresse/Fabio Ferrari

E’ la svolta della Serie A di Tavecchio che finalmente ha aperto all’attesa tecnologia, con grande ritardo: rispetto ad altri sport, il calcio è arrivato per ultimo all’utilizzo della moviola in campo che negli anni avrebbe evitato gravi torti che hanno falsato i campionati. Ma il passato è passato, appunto: adesso la Var c’è, meglio tardi che mai. Non risolverà tutti i problemi, non darà la certezza matematica su ogni decisione arbitrale (ma su molte sì), comunque è una vera e propria svolta rispetto a pochi mesi fa quando i gol potevano essere segnati in fuorigioco o annullati in posizione regolare (oggi, con la Var, è impossibile), o fino a pochi anni fa quando i gol potevano essere assegnati anche se il pallone non superava la linea di porta (vedi clamoroso caso Muntari in Juve-Milan che decideva lo scudetto di 6 anni fa, quando iniziava lo strapotere juventino).

LaPresse/Fabio Ferrari
LaPresse/Fabio Ferrari

L’aspetto più bello della Var è che le partite sono diventate più sane e pulite: è una soluzione efficace che restituisce dignità al pallone. Rispetto alla scorsa stagione assistiamo a pochissime simulazioni, a pochissime proteste, a pochissime perdite di tempo. I calciatori in campo non possono più fare i furbetti perchè sanno che hanno addosso non solo gli occhi umani (e quindi fallibili) di un arbitro a cui qualcosa può sfuggire, ma quelli tecnologici (e quindi infallibili) di centinaia di telecamere piazzate in ogni posizione, a cui non può sfuggire nulla.

LaPresse/Mauro Locatelli
LaPresse/Mauro Locatelli

Eppure c’è chi si lamenta. Pochi, a dire il vero, anzi in realtà contro la Var s’è schierata soltanto la Juventus. Sui singoli episodi capita che a lamentarsi siano un po’ tutti: ieri sera, ad esempio, è stata l’Atalanta a recriminare perché pretendeva il cartellino rosso su Lichtsteiner e ha contestato la decisione del rigore dato alla Juve, poi fallito da Dybala. A termine di regolamento, la decisione dell’arbitro su Lichtsteiner è stata corretta (cartellino giallo e, ovviamente, gol annullato), mentre il rigore non c’era. Ma l’arbitro ha potuto decidere con l’aiuto della tecnologia: senza la Var, la Juve sarebbe andata ingiustamente sul 3-1 e avrebbe vinto una partita che non meritava di vincere. Oggi avrebbe due punti in più in classifica, ingiustamente, e monterebbero le solite polemiche e i soliti veleni che hanno condizionato gli ultimi campionati tutti vinti dalla Juve, e tutti condizionati dagli umani errori arbitrali.

Buffon (LaPresse/Tano Pecoraro)
Buffon (LaPresse/Tano Pecoraro)

Chissà perchè, solo la Juve continua a lamentarsi della Var in sè, contestandola ad ogni occasione utile con riferimenti sprezzanti nei confronti di altri sport. Da Buffon ad Allegri, abbiamo avuto i più imbarazzanti e vergognosi commenti. Il portiere della Nazionale ad inizio stagione intervistato da Sky diceva che “così non è più calcio, diventa pallone da laboratorio. Così non conosciamo nemmeno il valore di un arbitro, per poter valutare la loro bravura è necessario che si prendano delle responsabilità. Dobbiamo vivere con più umanità tutte le situazioni. Con l’avvento del Var si arrivano ad avere 60 rigori a campionato. Così sembra di giocare a pallanuoto, è qualcosa di molto brutto“.

LaPresse/Marco Alpozzi
LaPresse/Marco Alpozzi

E ieri sera Allegri ha rincarato la dose: “se vogliamo far diventare il calcio un non sport allora continueremo a usare la Var su situazioni soggettive. Poi in primavera gli episodi saranno così determinanti che le gare dureranno 4 ore come negli sport Usa. Per me andrebbe usata solo su elementi oggettivi, sul resto deve decidere l’arbitro“.

Che avrebbero di sbagliato la pallanuoto o gli sport Usa rispetto al calcio? La moviola in campo si usa ovunque, in tutto il mondo e in tutti gli sport più amati e spettacolari: c’è nel basket, nel volley, nel tennis, nella Formula Uno, nella MotoGP, nel ciclismo, nel rugby.

LaPresse/Mauro Locatelli
LaPresse/Mauro Locatelli

In tutti gli sport ci sono arbitri e giudici che possono analizzare le immagini delle telecamere e prendere decisioni, che siano oggettive (palla dentro o fuori una linea, come nel tennis e nel volley, che sarebbe l’equivalente dei gol e dei fuorigioco nel calcio), ma anche che siano soggettive (scorrettezze di vario tipo, come i falli nel calcio), su cui l’arbitro continua a prendersi la propria responsabilità, ma con l’aiuto della tecnologia e quindi delle immagini. Che c’è di male che anche sulle azioni di gioco un arbitro valuti l’accaduto non solo con la vista dal vivo, ma con le stesse immagini viste al rallentatore a bordo campo? Può capitare di sbagliare ancora (vedi il rigore ingiustamente concesso ieri sera alla Juventus), ma sicuramente si sbaglia meno di prima. Senza alcun effetto collaterale. E su alcune cose oggettive non si può sbagliare più (gol, fuorigioco ecc. ecc.).

Il risultato è un campionato più sano e giusto, meno furbetti e più onestà in campo, meno veleni e polemiche fuori. Al punto che ad ogni Mercoledì di Champions la Var ci manca eccome, perchè anche in Europa potrebbe sbrigliare molti problemi.

var arbitroE’ ovviamente solo l’inizio della “rivoluzione” tecnologica di un calcio pulito e moderno: c’è chi è pronto a scommettere che il futuro sarà l’introduzione del tempo effettivo, ben venga per valutare i casi con maggior serenità. I tifosi sugli spalti non hanno problemi se le gare durano dieci o quindici minuti in più, a maggior ragione se sanno che la decisione dell’arbitro è corretta perchè lo dicono le immagini tv. E anche sugli spalti ci sono meno proteste e veleni.

zidane testata materazziDopotutto con la Moviola in Campo (usata senza che fosse ancora ufficialmente riconosciuta) l’Italia nel 2006, quindi ben 11 anni fa, vinceva un Mondiale quando l’arbitro decideva di espellere Zidane per la testata a Materazzi, vista soltanto dal quarto uomo nel maxi-schermo dello stadio. E Buffon c’era quella notte a Berlino.

Chissà perchè, in Italia, sulla Var si lamenta solo la Juve. E gli juventini che nei vari salotti televisivi ci propinano come grandi opinionisti e invece sproloquiano fandonie alimentando il più becero tifo partigiano.

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