Sergio Cragnotti è tornato all’Olimpico per vedere una Lazio che non è più abituato a vedere: prima da sola in classifica. L’ex presidente dello scudetto del 2000 ha raccontato di aver deciso con il figlio Massimo di andare allo stadio domenica 1 novembre per Lazio-Cagliari, appena saputo della sconfitta dell’Inter nel derby: «C’era la possibilità di salutare la Lazio capolista solitaria e noi volevamo esserci».

La squadra di Gennaro Gattuso ha vinto 2-1 in rimonta: dopo il vantaggio sardo di Nzola, Isaksen e Pinamonti hanno firmato il sorpasso che ha portato i biancocelesti in vetta da soli dopo dieci giornate di Serie A. Una vittoria arrivata a fatica, che Cragnotti spiega con le energie spese: era il terzo impegno in otto giorni, contro un avversario che si è difeso molto bene. Per l’ex patron il fatto che la squadra ci sia riuscita «più con il cuore che con il gioco» è un altro merito da aggiungere a un avvio di stagione già ricco.
La Lazio di Gattuso e quella di Zeman: le analogie secondo Cragnotti
Per chi ha costruito la Lazio degli anni Novanta, il paragone viene spontaneo. Cragnotti vede nella squadra di Gattuso qualcosa della Lazio di Zdeněk Zeman, soprattutto nel modo di stare in campo e in quella voglia di attaccare sempre e di segnare. Il confronto però si ferma lì: in quegli anni la Serie A raccoglieva i più grandi campioni internazionali, e oggi, ammette con un filo di rimpianto, il calcio italiano è un’altra cosa. La forza di questa Lazio, nella sua lettura, non sta nei nomi ma nella testa: lo spirito di rivalsa che anima molti giocatori e lo stesso Gattuso.

Un merito che Cragnotti riconosce anche alla società, al presidente Claudio Lotito e al direttore sportivo Angelo Fabiani, bravi a scegliere uomini con quel carattere.
Lazio e protesta dei tifosi. Gragnotti: «lo stadio non va lasciato vuoto»
Il punto su cui Cragnotti si fa più netto è la frattura tra la società e la tifoseria, che continua a disertare l’Olimpico. È una protesta che dice di non capire e da cui prende le distanze in modo totale. Non discute il diritto di contestare, che anzi va sempre accettato. Contesta il luogo: se proprio la si vuole fare, che si faccia in altre sedi, perché così finisce per lasciare sola una squadra che meriterebbe l’affetto del suo popolo. Contro il Cagliari si è vista un po’ più di gente, ma secondo l’ex presidente «Gattuso e i suoi ragazzi meriterebbero un Olimpico pieno». La serata con il Parma, con 9.561 spettatori, aveva dato la misura del vuoto. Cragnotti parla anche per esperienza. Le contestazioni ai presidenti fanno parte del calcio, e lui ne ha subite di durissime, a partire da quella del 1995 per la cessione di Beppe Signori al Parma, poi revocata sotto la pressione della piazza. Eppure, ricorda, lo stadio non fu mai lasciato vuoto. Da qui la sua convinzione: con il pubblico sugli spalti, questa Lazio andrebbe ancora più forte. La prossima occasione per misurarlo sarà lontano da Roma: la capolista è attesa domenica 8 novembre alle 12.30 al Maradona, per Napoli-Lazio dell’11ª giornata.