Interessante analisi di Gazzetta.it sulla situazione finanziaria del Milan. Ad occuparsene, un guru del settore: Marco Iaria. Il giornalista, che spesso analizza il rapporto calcio-economia, si è questa volta interessato alla gestione riguardante i rossoneri. Tutt’altro che tranquilla, ma questo si sapeva. Di seguito, uno spaccato delle sue considerazioni, che mettono in evidenza l’anomalia di un fondo (Elliott) che si interessa al mondo del calcio e un saldo negativo non indifferente.
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“Un investimento iniziale di poco più di 300 milioni per mettere le mani sul Milan, nobile decaduta del football italiano ma potenzialmente uno dei marchi calcistici più spendibili a livello internazionale. Nel 2017, nel tourbillon della trattativa-telenovela per il passaggio di quote da Fininvest al misterioso Li Yonghong, il fondo statunitense Elliott fiutò l’affare prestando al cinese i soldi necessari per la scalata. E l’opera si completò, guarda caso, l’anno dopo: Li inadempiente e costretto a cedere al fondo le azioni rossonere date in pegno. L’obiettivo del colosso finanziario della famiglia Singer era sin troppo chiaro, trattandosi di un fondo d’investimento (speculativo o “attivista” poco importa): valorizzare il bene rilevato a basso prezzo in modo da rivenderlo nel giro di 2-3 anni e farci una grossa, grassa plusvalenza. Il piano di Elliott fissava l’asticella a 1,2 miliardi di euro: questa la valutazione potenziale di un Milan risanato, in termini di “enterprise value”, quindi debiti inclusi.
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Il piano, quindi, era questo. Peccato che le cose, in campo e dietro la scrivania, non siano andate come si sperava. La squadra è entrata in una crisi tecnica senza via d’uscita, in un avvicendamento sterile di giocatori e allenatori. E anche le scelte dirigenziali non hanno pagato, a cominciare dall’ingaggio di un top-manager come Gazidis. Fatto sta che il Milan, dopo aver bruciato tra il 2015-16 e il 2018-19 ben 30 milioni di ricavi commerciali e senza i premi Champions che mancano ormai da sei anni, ha ormai un fatturato lontanissimo da Juventus e Inter e fuori dalla top 20 europea: 206 milioni al netto delle operazioni di calciomercato, meno anche della Roma e del Napoli. Il conto della spesa di Elliott è il seguente: 180 milioni prestati a Li e 128 per la sottoscrizione di due bond a favore del Milan, quindi le iniezioni di capitale di 32,4 milioni nel giugno 2018 (al posto e per conto di Li), di 265,5 milioni nel corso del 2018-19 e di ulteriori 60 milioni tra luglio e settembre 2019. Se si detrae il rimborso dei due bond (interessi compresi) di 141 milioni, l’esborso totale di Elliott nell’operazione rossonera ammonta a 525, di cui 345 finiti nelle casse della società”.