La tempesta dopo una parziale ‘quiete’. Un proverbio al contrario. Il Napoli stravince, va agli ottavi, ma l’allenatore viene esonerato. La storia ormai la conosciamo, è trita e ritrita. Settimane bollenti in casa azzurra, la scelta è di salutare Ancelotti. Gattuso è pronto, anzi in realtà lo era già da prima del 4-0. Ma la decisione di puntare sull’ex Milan è giusta? Solo il tempo può dirlo, come sempre nel calcio. Analizziamo possibili pro e contro.
PRO
- La scossa emotiva – “Ringhio è un lottatore. La storia lo insegna. Lo abbiamo visto in campo e in panchina (quando ancora giocava), lo abbiamo visto quando è diventato allenatore. Forza, carisma, personalità, motivazioni. Da questo punto di vista è molto diverso da Ancelotti, più tranquillo, pacato e paziente. Alla squadra potrebbe servire una scossa, un ‘risveglio’, uno schiaffo. E’ l’uomo giusto.
- Il modulo – Il Milan dell’anno scorso era fedele al 4-3-3. Il Napoli ha costruito i suoi successi recenti col 4-3-3. Lo può fare, ne ha le caratteristiche e Gattuso può approfittarne.
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- Prima occasione in una big e grande fame – E’ la prima grande big della sua carriera da allenatore. Non che il Milan fosse l’ultimo arrivato, ma non può essere paragonato a questo Napoli. L’occasione è ghiotta per Rino e le motivazioni salgono alle stelle. Questo può fare la differenza.
CONTRO
- Mancanza di esperienza – A parte il Milan, quasi niente, specie in Europa. Da allenatore, sia chiaro, perché da calciatore, in quanto a Coppa dalle grandi orecchie, ne ha da vendere. Ma in panchina è diverso. Come approccerà agli ottavi? Tante incertezze.
- Personalità dominante – Può essere un’arma a doppio taglio. Ne abbiamo spiegato i lati positivi sopra, spieghiamo qua quelli negativi. E’ un duro, un sergente. Cosa ne sarà del rapporto con i calciatori? Apprezzeranno i suoi metodi? E con un vulcanico come De Laurentiis? La scelta è rischiosa.
- Tatticamente conservativo – Parliamoci chiaro, non è un esteta. Al Milan si è contraddistinto per la grinta, l’ordine, l’equilibrio e la cura della fase difensiva. Caratteristiche simili a quelle di Ancelotti, ma lo spettacolo di Sarri sembra lontano secoli.