Nel calcio, non sempre il risultato è l’unica cosa che conta. Anzi. A volte è addirittura l’ultima. E’ il caso di questo finale di Campionato, una serie A che si conclude con un grande paradosso: i mugugni dei tifosi della squadra Campione d’Italia e la festa della seconda classificata. Ma neanche noi ce la sentiamo di chiamarli “sconfitti”, perchè questo Napoli ha fatto davvero un grande miracolo trascinando la lotta per il titolo fino a fine stagione (unico caso in Europa) contro una super corazzata come quella della Juventus. E così ci spieghiamo la festa del San Paolo per il Napoli che, in lacrime, viene trascinato sotto la Curva dai propri tifosi entusiasti e orgogliosi di una squadra così bella e spettacolare. A prescindere dal risultato finale.

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Questo succede il giorno dopo dei fischi di Torino, dove allo Stadium i tifosi della Juventus hanno sommerso la squadra con fischi assordanti alla fine del primo tempo sul punteggio di 0-1. Pochi giorni fa gli Ultras avevano fatto un po’ di casino a Vinovo con striscioni, fumogeni e parole pesanti nei confronti dei calciatori dopo la sconfitta casalinga proprio contro il Napoli, i pareggi con Spal e Crotone e l’eliminazione dalla Champions League ai Quarti di Finale contro il Real. Tensione e mugugni bianconeri, perchè alla fine poco importa che può arrivare il quarto “double” consecutivo. Nel calcio il risultato non è l’unica cosa che conta.
Questo sport non è matematica, e dietro i titoli, i numeri e le vittorie c’è molto altro. La Juve in Italia vince tutto da molti anni: uno strapotere economico e societario che garantisce un abisso di differenza con tutte le altre. Un abisso che, però, in campo non si vede: la Juve fa fatica, arranca, gioca male e non entusiasma il proprio pubblico. In Champions League la vittoria manca dal lontanissimo 1996: 22 anni in cui i bianconeri fuori dai confini nazionali non hanno vinto nulla. E con quest’organico bisognava fare meglio anche in Europa: prima del Bernabeu, l’eliminazione era già stata sfiorata con il Tottenham e addirittura nel girone con lo Sporting Lisbona. La squadra di Allegri non ha mai brillato e adesso basta poco per scatenare la delusione della tifoseria.
Napoli, invece, vola sulle ali dell’entusiasmo. Non dimenticano, i supporters partenopei, che appena 11 anni fa, il 5 maggio 2007, il Napoli perdeva 1-0 con il Mantova in serie B in quel torneo in cui poi si sarebbe classificato secondo conquistando la promozione in serie A. Da quel momento è stato un continuo crescendo con tre secondi posti, tre terzi posti e due quinti posti nelle ultime 8 stagioni. Il Napoli è diventato una delle principali realtà del calcio italiano come mai era accaduto prima nella storia per un periodo così prolungato, e ha raggiunto due volte gli Ottavi di Champions League (2012, battuto dal Chelsea e 2017, battuto dal Real Madrid), il miglior risultato della propria storia nelle competizioni internazionali. Ci sono le basi per crescere ancora, e il pubblico del San Paolo si gode il momento. A prescindere dal risultato. Che oggi, nell’Italia del calcio, è l’ultima cosa che conta.